Cultura e lingue
Lingue
22 voci
Abissale
La lingua del Vuoto Esterno: aspra, gutturale, percussiva. Studiarla si può; pronunciarla è l'unico atto linguistico che a Vaskaras sia considerato pericoloso in sé.
Akenu
La lingua di Akanu, parlata da circa otto milioni di persone in Afureka e scritta in glifi pittografici ereditati da Mesicidya: una scrittura molto più vecchia della lingua che trascrive.
Castellonese
La lingua mercantile di Castellona, parlata da circa mezzo milione di persone: nata per contare e contrattare, e per questo la lingua in cui, su mezzo continente, si scrivono i contratti.
Celestiale
La lingua degli esseri superiori, degli aasimar e dei chierici di El-Shaddai: si usa nelle preghiere più antiche e nei testi sacri, e non ha mai avuto un popolo che la parlasse.
Comune
La lingua franca che permette di farsi capire in quasi tutta Enira: trenta milioni di parlanti, ventisei lettere, e nessuno che la consideri la propria.
Draconico
L'antica lingua dei Sauri e dei draghi, in cui sono scritti i testi magici più vecchi. La sua grammatica obbliga chi parla a dichiarare da chi discende.
Druidico
Il codice segreto dei druidi: comprensibile agli iniziati e alle creature della foresta, e a nessun altro. Non è una lingua parlata, è un modo di lasciare messaggi.
Elfico
Melodica, quasi cantata, con un vocabolario vastissimo. Ed è una stranezza: una lingua costruita per comporre i concetti non dovrebbe avere bisogno di tante parole.
Infernale
La lingua più precisa che esista: non ammette ambiguità, non ammette metafore, non ammette scuse. Perfetta per i contratti, terrificante per ogni altro uso.
Ipponese
La lingua dello Shogunato, parlata da quindici milioni di persone fra umani e tengu: tre livelli di formalità, e sceglierne uno è già una dichiarazione.
Lingua dei Custodi
La lingua segreta dei Custodi dei Sigilli: si estinse intorno al 340 AE con l'ultima di loro, e non ne resta abbastanza per sapere che cosa fosse.
Lingua dei Tessitori
Mahāvat
La lingua originaria della creazione. Nessuno la parla, pochissimi la decifrano — e l'unica parola sopravvissuta con certezza è il nome che essa dà a se stessa.
Lingua delle Necessità
Una lingua che nessuna bocca mortale parla: passa nel mondo soltanto attraverso pochissimi canali, e la bocca nel palmo di Zarion è uno di quelli.
Lingua delle Tre Lune
Una lingua che esisteva quando Vaskaras aveva tre lune, e che si dissolse quando una fu spezzata: non ne resta una parola, e nessuno sa chi la parlasse.
Mesicidyano Antico
La lingua della prima civiltà draconica, ricostruita solo in parte: i suoi geroglifici custodiscono quello che si sa dell'era dei Sauri, e forse qualche drago molto vecchio la ricorda ancora.
Nanico
La lingua dei clan di Karak-Dun: gutturale, precisa, piena di termini tecnici, e scritta in rune geometriche fatte per essere scolpite nella pietra.
Orchesco
La lingua di Bal-ra-Sur e delle Steppe: diretta, essenziale, e piena di metafore guerriere che gli stranieri scambiano per minacce.
Primordiale
La lingua della natura e degli elementali, che i druidi apprendono attraverso Yggdrasil: quattro dialetti elementali — Ignan, Aquan, Terran, Auran — e un Ent che, in un tempo che nessuno sa datare, la insegnò agli gnomi.
Proto-Elfico
La lingua dei testi più antichi, priva di ambiguità grammaticale: da essa vengono la parola Aei-Khon — «Colui che Rimane» — e i manoscritti dell'Eikonomachia.
Silvano
La lingua delle creature fatate e degli spiriti della natura, parlata anche da druidi e gnomi: nessun tempo verbale, e una quantità di parole per cose che nel mondo non stanno ferme.
Sotterraneo
La lingua comune dei popoli del Sottosuolo — drow, duergar, illithid —: nessuno di loro la considera la propria, e tutti la usano per trattare con gli altri.
Vombrosano
Variante centrale del Solastrano parlata a Vombrosa: elegante, piena di doppi sensi politici, e negli ultimi tre anni molto più prudente.