In questa pagina
Mesicidya è una civiltà perduta, e come tutte le civiltà perdute ha lasciato più iscrizioni che spiegazioni.
I geroglifici#
Sono la sua scrittura, e sono sopravvissuti meglio della lingua: incisi nella pietra, su monumenti che stanno in piedi da millenni.
Ne discendono, per via diretta, i glifi pittografici di Akanu — che li usano ancora oggi per scrivere l'Akenu, che è una lingua completamente diversa. È come se qualcuno scrivesse in Comune usando i segni di un popolo che parlava un'altra cosa, e in effetti è esattamente questo.
La ricostruzione#
Parziale, ed è la parola che va tenuta.
Si conosce la struttura, si conosce un lessico di qualche migliaio di segni, e si sanno leggere le iscrizioni formali — dediche, elenchi dinastici, formule di fondazione — perché sono ripetitive e si comparano fra loro.
Quello che non si legge è tutto il resto: i testi lunghi, i passaggi narrativi, e in particolare le parti che riguardano l'era dei Sauri, che sono anche le uniche per cui qualcuno si prenderebbe la briga.
I draghi#
Qualcuno dei più anziani, si suppone, la ricorda: erano vivi.
Nessuno di loro ha mai accettato di aiutare. Le tre richieste formali documentate — due da Arkanum, una da Mesicidya stessa — hanno ricevuto in un caso un rifiuto e in due casi nessuna risposta.