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Il Comune non è una lingua: è quello che resta del solastrano dopo che lo hanno parlato per tre secoli persone che non lo sapevano.
Si è formato nei porti, dove un mercante di Castellona e un capitano di Colm'alba dovevano intendersi in fretta. Quello che serviva è rimasto, il resto è caduto: i casi, quasi tutti i tempi verbali composti, il genere degli oggetti inanimati, e la concordanza che a Solastra si insegna a scuola e che nel Comune non esiste.
Trenta milioni#
È il numero di chi lo sa usare, ed è quasi il doppio di chi parla una qualunque altra lingua di Enira.
Non è però la lingua madre di nessuno. Si impara dopo, o insieme, e si parla con gli estranei: nelle case, nelle campagne e fra amici si parla altro.
Il Solastrano#
È il Comune tenuto in ordine. Stessa origine, stesso alfabeto, ma con la grammatica intera e un registro più formale, ed è la lingua ufficiale di Solastra: quella degli atti, dei tribunali e delle scuole.
Un solastriano capisce il Comune senza sforzo. Un parlante di Comune, davanti a un atto notarile solastrano, capisce circa la metà — e questa è una circostanza che nei contratti ha avuto conseguenze.
L'alfabeto#
Ventisei lettere, da sinistra a destra, ed è l'alfabeto di Solastra: lo usano anche il Vombrosano, il Castellonese e, con aggiunte, mezzo continente.
Dove compare
Nel mondo
- Arkanum · Nazione
- Bal-ra-Sur · Nazione
- Fresia · Nazione
- Karak-Dun · Nazione
- Lingue di Vaskaras · Tema
- Solastra · Nazione
- Umani · Popolo