In questa pagina
- Abissale: la lingua del Vuoto Esterno. Apprenderla è pericoloso: le parole stesse attraggono l'attenzione dei Vetusti.
Il Demoniaco#
Una lingua aspra e gutturale, parlata da entità demoniache, progettata per eludere le difese umane e risuonare con impulsi primordiali. La fonologia privilegia consonanti dure, fricative laterali e vocalizzazioni profonde, conferendole un ritmo quasi percussivo.
Leggerla e pronunciarla#
È l'unica lingua di Vaskaras in cui le due cose si sono separate del tutto.
Il pericolo, dicono le fonti, sta nelle parole: sono le parole ad attirare l'attenzione. Un manoscritto abissale si può quindi copiare, catalogare, tradurre e discutere per tutta una carriera senza che accada nulla — purché non lo si legga ad alta voce.
Ne è uscita, ad Arkanum come altrove, una disciplina che non somiglia a nessun'altra. L'Abissale si studia per iscritto e si insegna in silenzio. Nelle sale dove si lavora sui testi del Vuoto Esterno non si legge mai a voce, non si detta, e i copisti lavorano da soli.
E c'è la conseguenza che i manuali non scrivono e che ogni maestro dice al primo allievo: non esiste una pronuncia trasmessa. Nessuno l'ha mai insegnata, perché insegnarla avrebbe significato pronunciarla.
Chi ricostruisce la fonologia dai segni — e le fonti la descrivono con precisione, consonanti dure, fricative laterali, vocalizzazioni profonde — sta facendo un lavoro rigoroso che non ha nessun modo di verificare. Il giorno in cui la verifica riuscisse, sarebbe il giorno in cui qualcuno ha detto bene una parola abissale.
Il rischio, in Abissale, non è sbagliare. È azzeccare.
«Progettata»#
La riga delle fonti dice che la lingua è progettata per eludere le difese umane e risuonare con impulsi primordiali, e vale la pena non far scivolare via la parola.
Le lingue non si progettano: crescono. Questa, a quanto se ne scrive, no — e una lingua congegnata per aggirare le difese di una specie presuppone qualcuno che quelle difese le conoscesse prima che la specie sapesse di averle.
Gli arcanisti che se ne occupano si dividono in due, e nessuna delle due posizioni è tranquillizzante. Per gli uni la parola è una metafora dei compilatori. Per gli altri è una descrizione, e allora l'Abissale non è la lingua di ciò che sta nel Vuoto Esterno: è uno strumento che qualcosa, laggiù, ha costruito per parlare con noi.