In questa pagina
Una lingua melodica, elfica, caratterizzata da consonanti morbide e liquide, vocali aperte e un ritmo fluido, quasi cantato. Essa enfatizza i suoni aspirati e l'articolazione delicata, evocando un senso di nobiltà antica e di profondo legame con la natura. La grammatica suggerisce una struttura agglutinante, con parole radice modificate da suffissi che veicolano significato grammaticale o semantico, permettendo di esprimere concetti complessi con una relativa semplicità fonetica.
- Elfico: lingua di Asathshara. Melodica, antica, con un vocabolario vastissimo.
Due righe che non dovrebbero stare insieme#
Le due descrizioni dell'Elfico vengono da fonti diverse, e messe una accanto all'altra si contraddicono.
Una lingua agglutinante costruisce i concetti complessi attaccando suffissi a poche radici: è esattamente il sistema che serve a non avere bisogno di molte parole. Una lingua con un vocabolario vastissimo fa il contrario — per ogni cosa ha un termine proprio.
Avere tutte e due significa che il vocabolario dell'Elfico non serve a esprimere concetti nuovi, perché quelli l'elfico se li costruisce. Serve a qualcos'altro.
A che cosa serve#
Serve alle distinzioni, e le distinzioni che una lingua conserva sono quelle che ai suoi parlanti costa caro confondere.
Un uomo vive ottant'anni e ha una parola per vecchio: gliene basta una, perché nella sua esperienza il vecchio è una cosa sola. Un elfo che ne vive centinaia ha davanti una gamma di vecchio che un umano non incontrerà mai, e in quella gamma le differenze sono pratiche, non poetiche — riguardano di chi fidarsi, che cosa reggerà, quanto manca.
Lo stesso vale per tutte le parole che in Comune sono una sola e in Elfico sono venti: aspettare, ricordare, cambiare, finire. Sono i verbi di una specie per cui il tempo non è uno sfondo ma un mestiere.
Il che rende l'Elfico difficilissimo da tradurre verso il basso, e facilissimo verso l'alto. Un elfo può dire in Comune tutto quello che serve a un umano. Un umano che parli Elfico correttamente, e ne parlano parecchi, si accorge presto di usare sempre gli stessi cinque termini di una famiglia che ne ha trenta — e di essere capito benissimo, come si capisce benissimo un bambino.
Il ritmo#
«Quasi cantato» non è un ornamento: l'Elfico ha una prosodia obbligatoria, e sbagliarla non produce un accento straniero, produce una frase scortese.
È il motivo per cui a Asathshara gli stranieri che parlano bene sono considerati più maleducati di quelli che parlano male: dagli uni ci si aspetta la musica, e dagli altri no.
Dove compare
Nel mondo
- Danza della Lama Elfica · Scuola e ordine
- Elfi · Popolo
- Lingue di Vaskaras · Tema