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Non si impara. Non si parla. Non si scrive.
È il caso limite di tutta la linguistica di Vaskaras, e gli arcanisti che se ne occupano hanno discusso a lungo se meriti la parola lingua: una lingua presuppone qualcuno che la usi per dire qualcosa a qualcun altro, e qui manca almeno una delle tre cose.
Che cosa fa#
Non descrive: accade.
Una proposizione della Lingua delle Necessità, quando viene pronunciata, non comunica un fatto — lo stabilisce. È la ragione per cui le Parole del Potere che passano di lì non hanno un significato traducibile: tradurle vorrebbe dire dire la stessa cosa in un'altra lingua, e in un'altra lingua quella cosa semplicemente non succede.
I canali#
Sono pochissimi, e non sono bocche nel senso ordinario.
Quello di cui si sa di più è la bocca nel palmo della mano destra di Zarion: non un organo che parla, ma un punto in cui quella lingua riesce a passare.
Che ce ne siano altri è affermato da più fonti. Quali, no.
Perché non si trascrive#
Ci hanno provato, ad Arkanum e altrove, e il risultato è sempre lo stesso: quello che si scrive non è la parola.
La spiegazione che circola fra gli arcanisti è meno esoterica di quanto sembri. Scrivere serve a conservare qualcosa perché possa essere ripetuto. Una cosa che, ripetuta, accade di nuovo non è un testo: è un ordigno.