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La Compagnia del Fardello
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Città

Mesicidya

La città dei dragonidi, costruita per creature grandi, con una fucina alimentata dal calore di un drago rosso che dorme di sua volontà. E il nome di un impero durato 2.700 anni.

Popolazione
~80.000 dragonidi e ~5.000 di altre razze
In questa pagina
  1. «Volontariamente»
  2. Le migliori armi non magiche
  3. Costruita per gente grande
  4. L'impero

Mesicidya: città dei dragonidi, ~80.000 dragonidi + ~5.000 altre razze. Architettura per creature grandi: soffitti alti 10+ metri, porte immense. Il Nido del Consiglio ospita le riunioni degli anziani e dei rari draghi residenti. La Forgia Eterna è una fucina alimentata dal calore di un drago rosso dormiente (volontariamente): produce le migliori armi non magiche del mondo.

«Volontariamente»#

La parola sta fra parentesi e regge tutta la città.

Un drago rosso addormentato sotto una fucina, se ci sta contro la propria volontà, è una caldaia — e una città che ne possiede una è una città che prima o poi dovrà rispondere di quello che ha fatto. Se ci sta di sua volontà, è un socio, e allora esiste un accordo: qualcuno gli ha chiesto qualcosa e lui ha detto di sì.

Che cosa abbia chiesto in cambio non è scritto da nessuna parte, ed è la domanda più interessante di Mesicidya. Un drago non ha bisogno di oro — ne prende. Non ha bisogno di protezione. Le cose che può volere e non prendersi da solo sono poche, e tutte pericolose: il tempo, la discendenza, il silenzio, o l'assicurazione che qualcuno lo svegli quando serve.

Nel frattempo dorme, e ottantamila dragonidi lavorano il metallo col suo respiro.

Le migliori armi non magiche#

Il primato è dichiarato del mondo, e sembra scontrarsi con quello di Karak-Dun, dove la Lega dei Fabbri ha cinquemila artigiani certificati e il monopolio assoluto sulle armi anti-magia.

I due reggono insieme, e la distinzione non è un cavillo.

Karak-Dun è il miglior acciaio di Enira, ed è imbattuta in una specialità precisa: il ferro che serve contro gli incantatori — cioè un'arma che ha a che fare con la magia, sia pure per negarla.

Mesicidya fa le migliori armi non magiche, senza aggettivi di continente. Non compete sullo stesso mercato: compete sul metallo e basta, e ha un vantaggio che nessuna fucina nanica può pareggiare — un fuoco che non si spegne, non consuma combustibile e non ha bisogno di essere riacceso ogni mattina.

I nani rispondono che una fucina non è un fabbro. È vero, ed è anche il motivo per cui la questione non è mai stata risolta.

Costruita per gente grande#

Soffitti di oltre dieci metri e porte immense non sono grandiosità: sono misure di servizio.

Un dragonide sta in una stanza normale. Un drago residente no — e il Nido del Consiglio ospita, insieme agli anziani, i rari draghi che vivono in città. L'architettura di Mesicidya non è fatta per impressionare i visitatori: è fatta perché certi consiglieri possano entrare dalla porta.

È l'unica città di Vaskaras la cui pianta urbanistica registri, in modo permanente, chi conta davvero.

L'impero#

Mesicidya (−7500 / −4800 circa) fu la più grande civiltà della storia di Vaskaras.

Estensione al culmine:

Cosa Resta:

  • piramidi colossali (indistruttibili)
  • strade magiche (ancora funzionanti)
  • obelischi del potere (pericolosi)
  • il Sigillo #2 (ubicazione sconosciuta)

Duemilasettecento anni, e la fine quasi cinquemila anni prima dell'era. Per dare la misura: fra la caduta di Mesicidya e la fondazione di Akanu-Ra sui suoi resti passano seicento anni, e fra la caduta e oggi ne passano quasi cinquemila — più di quanti ne separino qualunque altra cosa che a Vaskaras venga chiamata antica.

Di quell'impero non restano istituzioni, lingue vive né eredi che ne rivendichino il nome. Restano cose che funzionano ancora: strade che portano, pietre che non si rompono, obelischi che fanno male a chi ci si avvicina. Una civiltà che non ha lasciato una memoria ma un'infrastruttura, e che ha smesso di esistere senza smettere di operare.

Dove compare

Nel mondo

Nella cronologia