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La Compagnia del Fardello
D

Popolo

Dragonborn

I figli del fuoco draconico

Detto anche Draconiani, Draconici, Dragonblood, Dragonidi

Umanoidi dalle scaglie dure come acciaio che portano nel sangue il fuoco dei draghi; la loro patria è Mesicidya. I dragonborn dalle scaglie dorate, come [[Ikaris]], sono particolarmente rispettati.

Aspetto
Scaglie del colore della stirpe, fino a 2,30 m; soffio elementale
Longevità
100-150 anni
Terre
Mesicidya
Lingua
Draconico

Discendenti dei draghi e degli umani-elfi-nani primordiali. Risvegliati dalle prime spore di Yggdrasil a Mesicidya, ~−7500. Vita 100-150 anni. Soffio elementale che dipende dal colore. Ikaris è dragonborn dorato (soffio di fuoco).

Se volete sapere cosa si prova a stare davanti a un Draconiano, immaginatevi questo: una creatura alta due metri e trenta, coperta di scaglie dure come acciaio, con occhi verticali che vi fissano con un'intelligenza fredda e antica. Poi immaginatevi che quella creatura sorrida. I Draconiani sorridono mostrando tutti i denti. Tutti.

I Draconiani sono i discendenti dei draghi — non in senso metaforico, ma in senso letterale e biologico. Le leggende di Mesicidya, il continente-isola a sud-ovest di Afureka, raccontano che i primi Draconiani nacquero dall'unione fra i grandi draghi dell'Era dei Sauri e le razze mortali che vivevano sotto la loro protezione. Se questo sia vero o sia una semplificazione di un processo più complesso, nessuno può dirlo con certezza. Ma il risultato è innegabile: i Draconiani portano il fuoco dei draghi nel sangue.

“Quando un Draconiano parla, ascolta. Quando un Draconiano tace, scappa.”

— Detto comune fra i mercanti di Sol-Rom

Mesicidya è la loro patria ancestrale — un continente di vulcani, giungle e città costruite con proporzioni titaniche. Le porte sono alte dieci metri. I soffitti si perdono nella penombra. Tutto è costruito per creature più grandi del normale, perché a Mesicidya i draghi veri ancora esistono. Sono rari, antichi, e la maggior parte dorme per secoli alla volta, ma la loro presenza permea ogni aspetto della cultura Draconiana.

La Forgia Eterna di Mesicidya — alimentata dal calore di un drago rosso addormentato — produce metalli e armi che nessun'altra fucina al mondo può eguagliare. I Draconiani che lasciano la loro patria lo fanno raramente e per buone ragioni: esilio, missione, o una curiosità che i loro anziani disapprovano profondamente.

Ho visitato Mesicidya una sola volta, e per soli undici giorni. Il Nido del Consiglio — l'assemblea degli anziani Draconiani — mi ha concesso il permesso a condizione che non salissi oltre il secondo livello della città. Mi è stato detto che il terzo livello è riservato ai draghi. Ho sentito qualcosa muoversi lassù. Qualcosa di molto grande. Non sono salito.

Il mito di origine#

Il Canto del Primo Fuoco

Prima dei dragonborn, c'erano solo i draghi — creature del fuoco primordiale, vecchie come le stelle. Vivevano soli, ciascuno nel suo territorio, incontrando gli altri solo per combattere o accoppiarsi.

Vrusah, il primo drago dorato, guardò le altre razze emergenti — elfi, nani, umani — e vide qualcosa che i draghi non avevano: comunità. Le creature più deboli si univano per diventare più forti.

"Voglio questo per la mia specie," pensò Vrusah. Ma i draghi erano troppo orgogliosi, troppo solitari.

Così Vrusah fece qualcosa di mai tentato prima: divise il suo stesso fuoco in mille frammenti e li soffiò sulla terra. Da ogni frammento nacque un dragonborn — non draghi, ma figli del fuoco draconico, capaci di vivere insieme.

"Voi siete la mia comunità," disse Vrusah ai primi dragonborn. "Portate il mio fuoco, ma anche i cuori l'uno dell'altro."

Dove compare

Nel mondo