I nani di Karak-Dun hanno molti talenti, ma quello di cui vanno più fieri è la capacità di trasformare il metallo grezzo in opere d'arte letali. La Lega dei Fabbri è il custode di quella tradizione: oltre cinquemila artigiani certificati, tecniche di tempra segrete tramandate da clan a clan, e il monopolio assoluto sulla fabbricazione di armi anti-magia.
Il Gran Fabbro Thrain Martellofuoco — un nano di centonovant'anni con più cicatrici da fucina che da battaglia — presiede la Lega dal suo laboratorio nelle viscere di Karak-Dun. I fabbri della Lega non sono semplici artigiani: sono artisti che considerano ogni arma un'estensione della propria anima. Un fabbro della Lega che produce un'arma difettosa non viene multato. Viene espulso. E per un nano di Karak-Dun, l'espulsione dalla Lega equivale alla morte sociale.
Il monopolio#
«Monopolio assoluto sulle armi anti-magia» è la riga che conta, e conviene chiedersi chi compri quella merce.
Non gli avventurieri: un'arma anti-magia è pesante, costosa e inutile contro nove nemici su dieci. La comprano gli Stati, per gli arsenali che sperano di non aprire mai, e la comprano le istituzioni che di mestiere vanno a prendere chi lancia incantesimi.
Il che significa che una gilda artigiana nelle viscere di una montagna tiene in mano l'unica leva materiale che Enira possieda contro Arkanum — e che ogni volta che la Lega decide a chi vendere e a quale prezzo, sta facendo politica estera senza chiamarla così.
I fabbri lo negano. Dicono che loro fanno il ferro, e che di cosa ne facciano gli altri non rispondono.
La certificazione#
Cinquemila certificati sono pochissimi per un popolo intero, e il numero è tenuto basso di proposito.
Il certificato non attesta che il nano sappia battere il metallo: attesta che un clan risponde della sua opera. Le tecniche di tempra passano da clan a clan e non escono di lì, per cui un fabbro senza clan non può essere certificato per quanto bravo sia — e un clan che certifichi un incapace ci perde il nome, non solo il socio.
È il motivo per cui l'espulsione è una morte sociale e non una multa: non ti tolgono il lavoro, ti tolgono il cognome dal libro.
Dove compare
Nel mondo
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