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Nel 545 AE un esploratore solastriano che quasi tutti consideravano pazzo salpò per le terre sconosciute oltre il Mare Orientale, sostenendo che una visione gli avesse mostrato un passaggio sicuro fra le tempeste.
Aveva ragione sul passaggio. Su tutto il resto la questione è più complicata.
Sei mesi#
Mandò rapporti per sei mesi, con le navi di ritorno e con quello che capitava. Poi tacque.
Dei tre anni successivi non si sa nulla per via diretta. Quello che si sa viene dai diari, che tornarono prima di lui: furono recuperati da una nave alla deriva, vuota, e sono a tutt'oggi l'unica fonte di prima mano su che cosa ci sia dall'altra parte.
I diari di Borrell#
«La terra stessa è malata. Non nel senso poetico — intendo dire che il terreno pulsa. Ho visto colline muoversi di notte. Ho visto foreste che non erano lì il giorno prima. E ho visto cosa fa agli uomini restare qui troppo a lungo. Non torniamo indietro perché non possiamo. Non perché qualcosa ci fermi — perché non ricordiamo più da dove veniamo.»
È l'ultima pagina leggibile, ed è anche, riletta oggi, il referto clinico di quello che gli è successo.
Il naufragio#
Nel 548 Frank Borrell naufragò sulle coste orientali, e la prima cosa che disse a chi lo raccolse fu che aveva trovato il Nuovo Mondo.
Non gli credettero. Era solo, non aveva carte, non aveva campioni e non sapeva dire da dove venisse — e fra le coste orientali e Alben Sol ci sono un mare interno e mezzo continente.
Ci mise due anni. Arrivò nel 550, l'anno corrente, e questa volta lo ascoltarono.
Come è tornato#
La formula che a Solastra si usa è che «Borrell è tornato». È vera e va completata: è tornato lui, non la spedizione.
E non è tornato intero. Parla del Nuovo Mondo con una precisione che gli studiosi trovano preziosa, e non riconosce le strade di Pomelia, dove ha vissuto vent'anni. Sa la rotta e non sa la città. Chiama per nome persone che sono morte mentre era via, e non riconosce quelle che ha davanti.
È la stessa cosa che aveva scritto nel diario, e la scriveva di qualcun altro.
Quelli che sono rimasti#
C'è una terza cosa che le cronache dicono e che non viene quasi mai messa accanto alle altre due.
Sulla Costa della Cenere, nel Nuovo Mondo, c'è un insediamento che si chiama Porto Cenere, e a tenerlo insieme è Mara la Grigia, che della spedizione Borrell era la capitana. Più nell'interno c'è Forte Disperazione, che i registri descrivono come un avamposto militare abbandonato dalla stessa spedizione.
La spedizione non è tornata perché una parte di essa non se n'è andata.
Se Borrell lo sappia è un'altra questione. Gli è stato chiesto, e ha risposto parlando delle correnti.
Che cosa ne hanno fatto#
La Società degli Esploratori Curiosi fu fondata nel 547, mentre era ancora disperso, per studiare i suoi diari. Lo ha nominato socio onorario alla fondazione, e da allora lo registra assente a ogni riunione.
Quando è tornato non lo hanno invitato. Nei verbali la formula è che «il socio onorario non è nelle condizioni di partecipare», e tre soci hanno chiesto che venisse messo a verbale il loro dissenso.
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Nel mondo
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- Forte Disperazione · Luogo
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- Selva dei Sospiri · Regione
- Società degli Esploratori Curiosi · Fazione
Nella cronologia
- Partono le spedizioni per il Nuovo Mondo · 520 AE
- Frank Borrell salpa da Alben Sol per il Nuovo Mondo · 545 AE
- Apice del Terrore (oltre 2.000 esecuzioni) · 548 AE
- ANNO CORRENTE · 550 AE