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Duecentomila chilometri quadrati di foresta in cui gli alberi non sono piante.
I tronchi sono ossa. Le foglie sono membrane. La linfa è sangue rappreso.
E la foresta ricorda.
Il Micete#
Sotto la superficie c'è una rete fungina senziente — la Micena Mortale — che collega ogni albero, ogni radice, ogni cosa morta.
È un'intelligenza collettiva, e fa una cosa sola con quello che assorbe: ne prende i ricordi, e li usa per attirare i vivi.
«Gli alberi mi chiamavano con la voce di mia madre. Sapevano cose che solo lei sapeva. Quando ho capito cosa stava succedendo, tre dei miei uomini erano già entrati nella foresta. Li ho sentiti ridere. Poi piangere. Poi nient'altro.» — Diario di Borrell, Giorno 67
Non è un inganno#
È la cosa che i sopravvissuti ripetono e che nessuno capisce alla prima.
La Micena non finge. Quando chiama con la voce di tua madre, quella è la voce di tua madre: se l'è presa da qualcuno che l'aveva in testa, e la restituisce intatta, insieme alle cose che solo lei sapeva.
Non sta mentendo su chi è. Non ha idea che ci sia una differenza fra avere un ricordo e essere la persona del ricordo — e non la ha perché per una rete non c'è.
Che cosa vuole#
Espandersi, connettere, assorbire. E, attraverso i Radicati, fare domande: è curiosa, e quella che ripete di più è perché gli esseri separati temano l'unione.
Non è malvagia nel senso in cui lo si intende fra mortali. Semplicemente non riconosce la distinzione fra vita e morte, né quella fra individuo e collettivo.
Chi ci abita#
- Arbor Mortis — alberi ambulanti, che cacciano con esche psichiche
- Spore Pensanti — nuvole che infettano la mente prima del corpo
- Radicati — umanoidi fusi con la vegetazione, ancora parzialmente coscienti
Dove compare
Nel mondo
- Culto della Crisalide · Religione
- Ossario Celeste · Regione
- Profeta Senza Volto · Personaggio
- Radicati · Creatura