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Delle tredici torri che re Regis fece costruire in Solastra, quella di Casilia non era né la più grande né la più antica. Era però la più vicina a Pietra Lenta, un paese di poche case da cui, in un anno solo, sparirono quattro persone.
Una di quelle quattro aveva quattro anni e si chiamava Tomas.
Che cos'era una torre#
Ufficialmente erano Strutture di Purificazione, e ufficialmente vi si conducevano i malati incurabili e i condannati. Il registro delle consegne, che la Repubblica ha reso pubblico nel 523 AE, dice un'altra cosa: che alle torri arrivava chi era più semplice da prelevare, e che i bambini erano più semplici di chiunque altro.
Le famiglie ricevevano una convocazione, una firma da apporre e nessuna spiegazione. Chi rifiutava la firma veniva convocato una seconda volta.
Il nome#
Nei documenti del processo alle torri, Tomas compare in una nota a margine: è il nome che fu pronunciato davanti al capitano della Guardia Reale Severo Korrath, e la nota registra che da quel momento il capitano cambiò riga di condotta.
Non è un dettaglio che la storiografia ami. Un sistema che regge tredici torri per quindici anni non cade per un nome; cade per una guerra. Ma c'è un verbale, e nel verbale c'è quel nome, e la Repubblica ha deciso di lasciarcelo.
Restituito#
Quando le Strutture furono smantellate, Tomas fu restituito a sua madre. È una frase breve e va letta per quello che è: la quasi totalità dei nomi su quel registro non ha una frase finale.
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