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La Compagnia del Fardello
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Personaggio non giocante · La ribellione di Solastra

Generale Vorstus

Il Comandante che disse «se»

Detto anche Vorstus

Comandante delle forze armate di Solastra sotto re Regis: quarant'anni di armatura, e al consiglio di guerra del 521 l'unico tentativo di obiezione che i verbali registrino.

Titolo
Comandante delle forze armate di Solastra
Razza
Umano
Affiliazione
Corte di Regis sol Venitas

Di Vorstus, a Sol-Rom, si ricordano due cose: che era basso e che sapeva contare. La prima la notavano tutti, perché un comandante delle forze armate di Solastra alto una spanna meno dei suoi ufficiali è un'anomalia che le corti non perdonano. La seconda la notarono in pochi, e tardi.

Aveva portato l'armatura per quarant'anni e le ginocchia se ne erano accorte. Non era un cortigiano per vocazione: era arrivato al consiglio di re Regis dal basso, per anzianità e per assenza di alternative, e per anzianità e assenza di alternative ci era rimasto fino alla fine.

I numeri#

Il suo mestiere, negli ultimi anni del regno, era diventato uno solo: portare al re delle cifre. Quanti uomini, quante razioni, quanti giorni. Le portava esatte, aggiornate e scomode, e questo in una corte che aveva smesso da tempo di volerle sentire lo rendeva insieme indispensabile e sgradito.

Chi ha studiato la caduta di Regis fa notare che Vorstus non ha mai mentito in un rapporto. È una difesa più debole di quanto sembri, e lui, a quanto risulta, non l'ha mai usata.

Dopo#

È sopravvissuto alla ribellione del 521 AE, e questo basta a spiegare come la memoria pubblica lo tratti: un uomo che era nella stanza. La Repubblica non lo ha processato e non lo ha riabilitato; lo ha semplicemente messo in pensione, che per un soldato è la sentenza più lunga.