Nell'Ordine della Serpe i ruoli erano quelli che servivano: chi apriva le porte, chi le chiudeva, chi portava. Gaddo portava.
Centotrenta chili, un martello che non era un'arma da fabbro per caso, e una lentezza che nelle spire dell'Ordine — fatte di gente che entra e esce in fretta — sembrava un difetto finché non serviva il contrario. Parlava poco. Nei resoconti dei suoi compagni la parola che ricorre non è «forte»: è gentile.
L'uomo che si muove piano#
Chi ha quella mole impara presto che i suoi passi fanno tremare i tavoli, e quasi nessuno impara a evitarlo. Gaddo sì, e lo imparò tardi, per una ragione precisa: gli era stato affidato qualcosa da portare sulla spalla, e quel qualcosa era di stoffa.
Chi lo ha visto camminare in quei mesi lo ricorda come si ricorda una cosa fuori scala — un uomo enorme che si muove come in una stanza di malati, misurando ogni appoggio.
Alla fine#
Quando l'Ordine si sciolse e ognuno prese la sua strada, Gaddo non ne prese nessuna. Restò dov'era, sul Picco Celeste, accanto a Vis.
Non risulta che abbia spiegato la scelta a qualcuno. Non risulta nemmeno che qualcuno gliel'abbia chiesta: chi era stato nell'Ordine l'aveva già capita.
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