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L'esercito di Solastra rispondeva al comandante delle forze armate, che rispondeva al consiglio, che rispondeva al re. La Guardia Reale rispondeva al re.
Non è una sfumatura di protocollo: è l'intera ragione per cui esisteva. Poco meno di duecento uomini, alloggiati dentro il palazzo di Sol-Rom, pagati dalla casa reale e non dal tesoro, e sottratti a ogni catena di comando che passasse per qualcun altro.
Chi ci entrava#
Non ci si arruolava. Si veniva presi, e quasi sempre dai reggimenti di linea, dopo anni di servizio e su segnalazione. I criteri dichiarati erano tre: condotta, freddezza, e nessun legame familiare con le grandi case.
L'ultimo era il più importante. Una guardia senza parenti potenti è una guardia che non ha una seconda lealtà.
Il giuramento#
Si prestava una volta sola, davanti al sovrano, e non nominava il regno. Nominava la persona.
È la differenza che negli ultimi anni del regno di Regis è diventata pesante: un soldato dell'esercito che riceve un ordine illegittimo può appellarsi al regolamento. Una guardia reale non ha un regolamento a cui appellarsi. Ha un uomo.
Come è finita#
La Repubblica non l'ha processata e non l'ha sciolta: l'ha lasciata scadere. Non essendoci più un re, il corpo non aveva più un titolare, e il decreto del 522 AE si limita a dichiararne «esaurite le funzioni».
Dei poco meno di duecento, un terzo non era vivo. Degli altri, alcuni entrarono nel Servizio di Protezione Civile, che fu diretto dal loro ultimo capitano.
Dove compare
Nel mondo
- Servizio di Protezione Civile · Fazione
- Severo Korrath · Personaggio
- Sir Percival Lohen · Personaggio
- Sottotenente Varro · Personaggio
- Tomas · Personaggio