Nelle arene di Alben Sol i gladiatori non erano schiavi: erano debitori. La differenza, per chi ci entrava, stava tutta nel fatto che un debito si può in teoria estinguere, e i registri della città mostrano che in pratica quasi nessuno ci riusciva.
Gorth era un nano, aveva mezza mano sinistra e una tosse che a sentirla si capiva quanto gli restasse. Combatteva ancora perché smettere non era una delle opzioni offerte.
Il pane#
I gladiatori mangiavano insieme, dopo, in un sottoscala che le arene chiamavano refettorio. La razione era una pagnotta a testa e nessuno la divideva, perché dividere il pane in un posto così significa mangiare meno il giorno in cui servirà mangiare di più.
Per sei settimane Gorth ne diede metà ogni sera a un ragazzino mezzorco appena arrivato, che non aveva ancora imparato a farsi rispettare in fila. Non gli chiese niente in cambio e non gli spiegò perché. Harukh aveva quell'età in cui certe cose non si chiedono, e certe altre non si dimenticano.
Sparito#
Alla settima settimana non c'era più. Non fu annunciato, non fu sostituito subito, e nessuno dei suoi compagni fece domande — nelle arene di Alben Sol non era il genere di domanda che convenisse porre.
Il registro dei combattimenti dell'anno lo riporta fino a una data e poi non lo riporta più. È l'unico documento che attesti che sia esistito.
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