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| Campo | Dettaglio |
|---|---|
| Nome | Gritch |
| Razza | Goblin |
| Ruolo | Maggiordomo di Roberto Res Pannush |
| Aspetto | Un metro scarso, pelle grigio-verde, occhi gialli a fessura, orecchie lunghe e appuntite. Livrea da servitore tre taglie troppo grande. |
| Prima apparizione | Cap 7 |
| Stato finale | Morto (Cap 7) — ucciso da Vis (taglio netto di spada) |
Profilo: servo fanatico di Pannush. Quando il padrone si trasforma in demone, Gritch non fugge — attacca gli intrusi con una mannaia da cucina, gridando «Il dono! Il dono di Regeran! Vi proteggo, padrone!» Veloce e pericoloso nonostante la taglia. Muore cercando di difendere il demone-Pannush da Harukh.
La livrea#
Tre taglie troppo grande, e non c'è una riga in tutto il materiale che spieghi perché.
Non c'è bisogno che ci sia. Una livrea si fa su misura per chi la porta, e questa non è stata fatta per Gritch: gli è stata data. È l'uniforme di una casa che ha assunto un goblin senza pensare di doverla adattare, e che lui ha indossato lo stesso — perché avere una livrea, anche sbagliata, è più di quanto un goblin ottenga di solito in una casa di Solastra.
Il dettaglio è il personaggio intero. La devozione di Gritch non nasce da un incantesimo né da una minaccia: nasce dall'essere stato preso in casa.
Cinquecento anni di parole#
«Il dono! Il dono di Regeran!» è un grido, ed è anche un documento.
Regeran è stato sconfitto nel −184 ed esiliato sulla luna Ketys nell'anno 0. Fra quella data e la casa dei Pannush ci sono più di cinquecento anni, e in tutto quel tempo nessuna chiesa, nessuna inquisizione e nessun editto ha impedito che una formula come quella arrivasse fino alla cucina di una villa — pronunciata da un domestico che, con ogni probabilità, non sa nulla della Crociata Oscura e non ha mai letto una riga sull'argomento.
Le cose che sopravvivono a un dio sconfitto non sono i suoi templi. Sono le frasi che la servitù sente dire dai padroni.
Non cambia schieramento#
Il momento in cui Gritch conta è quello in cui Pannush smette di essere un uomo.
È il punto in cui ogni servitore normale scappa, ed è anche il punto in cui chiunque avrebbe il diritto di farlo. Gritch invece prende una mannaia da cucina — non un'arma: l'attrezzo che aveva in mano perché era il suo lavoro — e si mette fra il demone e gli intrusi.
Muore per un taglio netto di Vis, che di mestiere fa il contrario di lui.
Nel resoconto della scena non c'è nessun accenno a una possessione o a una costrizione. È il pezzo che rende il capitolo 7 sgradevole nel modo giusto: il mostro, in quella stanza, non era il solo essere ad avere fatto una scelta — ed era l'unico ad averne fatta una comprensibile.
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