La razza più diffusa di Enira. Adattabili, brevi (60-80 anni di vita), prolifici. Dominano Solastra, Regula, Vombrosa, Fresia, Castellona. Affinità tessiturale variabile (15-20% ha attitudine magica).
Non esiste un singolo “tipo” di umano a Vaskaras. Un mercante di Sol-Rom, con le sue vesti di seta e il suo sorriso calcolatore, non ha quasi nulla in comune con un pastore delle Steppe di Khor, bruciato dal vento e silenzioso come le sue pianure. Eppure condividono qualcosa che nessun'altra ancestry possiede in ugual misura: la capacità di essere qualunque cosa.
Gli umani apparvero sulle coste di Enira circa nel -2500 AE — relativamente tardi nella storia del mondo. Non possedevano la magia innata degli elfi, la resistenza dei nani, la forza degli orchi, o la saggezza accumulata di popoli più antichi. Ciò che avevano era un'energia frenetica, una fertilità notevole, e un'ostinazione che i miei colleghi elfici definiscono “adorabile e terrificante in egual misura”.
Nel giro di seicento anni, le tribù costiere si erano organizzate nell'Alleanza delle Sette Città. Nel giro di altri mille, dominavano la politica di tre continenti. Oggi, le quattro nazioni più potenti di Enira — Solastra, Regula, Vombrosa e Fresia — sono tutte a maggioranza umana.
“Sai qual è il vero potere degli umani? Non è la spada, non è la magia. È che quando un elfo finisce di decidere cosa fare, l'umano l'ha già fatto, ha sbagliato, ha ricominciato, e ha finito di nuovo.”
— Proverbio nanico, attribuito a un artigiano di Karak-Dun
Ho un debole per gli umani. Sarà perché lo sono anch'io, ma credo sia qualcosa di più. Ho visto umani costruire cattedrali che farebbero piangere un elfo d'invidia e bruciare città con una noncuranza che farebbe impallidire un demone. Siamo un popolo di estremi, e forse è questo che ci rende pericolosi.