Un diavolo si può capire. Non è rassicurante, ma è possibile: vuole qualcosa, segue una gerarchia e firma. Un demone no.
Vengono dal Vuoto Esterno, e da lì viene anche la loro caratteristica più importante, che non è la violenza: è l'assenza di forma. Un demone non ha un aspetto stabile, non ha un nome che valga due volte, non ha un superiore a cui risponda e non ha niente da negoziare.
La corruzione#
Le entità minori distruggono ciò che toccano. Le maggiori fanno di peggio: lo cambiano, e ciò che è stato cambiato cambia a sua volta ciò che tocca.
È l'origine delle bestie distorte delle Terre Grigie e della cosa che, alla torre di Corvara, ha digerito la pietra che doveva contenerla. Chi classifica le entità superiori le distingue proprio per questo: non per la potenza, ma per il fatto che il danno che fanno si propaghi da solo.
Non si evocano#
Le tradizioni magiche di Enira hanno procedure per chiamare un diavolo. Nessuna ne ha per chiamare un demone, e non per scrupolo.
Un'evocazione è un contratto, e serve una controparte capace di stipularlo. Ciò che arriva dal Vuoto non ha una volontà con cui si possa contrattare: arriva, se trova un'apertura, e l'apertura è la sola cosa su cui si possa intervenire.
Per questo, in tutta la letteratura arcana, i demoni non compaiono nei capitoli sull'evocazione. Compaiono in quelli sui sigilli.