Nelle arene di Alben Sol non c'erano schiavi. C'era un contratto, e il contratto era peggio.
Il combattente riceveva un anticipo, vitto e alloggio, e in cambio cedeva una quota delle borse per un numero di incontri. Vitto e alloggio venivano scalati. Le cure, dopo un incontro andato male, venivano scalate. L'equipaggiamento era a carico suo e veniva scalato. Il risultato, a libro mastro, era che un gladiatore usciva dall'arena più indebitato di quanto ci fosse entrato, e per uscirne davvero doveva vincere in una misura che le arene si premuravano di rendere improbabile.
Robert Layton non ha inventato quel sistema: lo ha ereditato nel 518 AE, alla morte di Ferruccio il Calvo, e lo ha amministrato meglio del suo predecessore.
Mai per ideologia#
Uomo-cinghiale, corporatura da tale, e un'indole che chi lo ha conosciuto descrive sempre con la stessa parola: opportunista. Non crudele per gusto, non fedele a nessuno, non interessato a chi stesse vincendo la guerra finché le arene restavano aperte.
Non ha mai preso posizione su niente. È l'unica coerenza che gli si possa riconoscere.
Legale#
La parte che ad Alben Sol si preferisce non ricordare è che i contratti d'arena erano validi, registrati e convalidati dal pretore. Layton, in quindici anni di attività, non ha commesso un reato accertato.
La Repubblica ha abolito i contratti d'arena nel 524 AE, e li ha aboliti per legge nuova, non per condanna: di annullare quelli vecchi non se ne è fatto nulla.