Ottanta chilometri a nord-nord-ovest di Sol-Rom, dove la pianura finisce e comincia la catena, c'era una montagna. Le carte della corona la davano alta poco meno di duemila metri, con una faccia sud di roccia nuda e una nord coperta dalla foresta, che di lì si stende per giorni.
Dentro aveva caverne. Non gallerie scavate: un sistema naturale di sale e camini, asciutto, con due ingressi bassi che dalla pianura non si vedono e una sorgente all'interno. Per secoli ci avevano dormito i pastori.
Perché una ribellione ci va#
Le stesse ragioni per cui ci andavano i pastori. Acqua dentro, due vie d'uscita, nessuna strada che ci porti e una foresta alle spalle in cui una colonna in marcia si perde in mezza giornata.
Negli ultimi anni del regno di Regis la montagna ospitò la base principale delle Forze della Liberazione: secondo i conti che la Repubblica ha pubblicato dopo, settecento persone, di cui poco più di duecentocinquanta combattenti. Gli altri erano famiglie.
Che cosa c'è adesso#
Un cratere, e un anello di foresta morta largo chilometri.
Il luogo non è stato ricostruito né commemorato. La Repubblica ha vietato la risalita nel 522 AE per ragioni dichiarate di stabilità del terreno, e il divieto non è mai stato revocato. Chi ci è stato racconta che il silenzio, là sopra, è di un tipo che non si spiega con l'assenza di uccelli.
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