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Quattrocento chilometri di lunghezza, venti di larghezza, profondità sconosciuta. Taglia Karthenos quasi a metà.
Non è una formazione geologica. È il punto dove un Antico cadde.
Le misure#
Vale la pena guardarle come si guarda una ferita e non come si guarda un canyon, perché è quello che sono.
Quattrocento per venti è un rapporto di venti a uno: non uno sprofondamento, un solco. Qualcosa è arrivato con un angolo, ha toccato, e ha continuato per quattrocento chilometri prima di fermarsi. La parte più profonda non è al centro: è alla fine.
Il continente attorno porta i segni coerenti. Le Guglie di Vetro sono vetrificate, la Piana delle Ossa è pavimentata dei morti di una guerra che si combatteva qui, e l'Ossario Celeste è fatto dei pezzi di mondo che il colpo ha strappato e che non sono ricaduti.
Karthenos non è un continente maledetto. È un punto d'impatto, e tutto il resto sono schegge.
Nessuno esce#
Chi vi è entrato non è mai uscito, e il motivo non è la profondità: è la Voce.
Entro dieci chilometri comincia a sentirsi. Promette verità, potere e pace, ed è molto convincente. Chi scende, scende convinto.
Il sigillo#
La Cicatrice è sigillata, e il sigillo non è di Karthenos: lo posò Azrion, il Vagabondo, sesto dei Sette Pilastri, in quello che è probabilmente il lavoro più importante fatto da un Pilastro in millenni.
Sta cedendo. E lui non se ne accorge, perché il suo imperativo lo obbliga a non fermarsi mai in nessun posto: è troppo distratto da mille minacce simultanee per vedere quella che ha creato lui.
Dove compare
Nel mondo
- Convinti · Fazione
- Portatori · Fazione
- Voce nella Cicatrice · Termine