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Luce e oscurità che danzano, senza fondo e senza sponde. Le descrizioni concordano, e concordano anche sul fatto che oceano sia la parola giusta per una ragione precisa: non è un luogo dove si sta, è un luogo che si attraversa.
Le anime#
Ci passano dopo la morte, e passare è tutto ciò che fanno. Il Piano Astrale non è un aldilà: è il tratto fra il prima e il dopo.
A sorvegliare il transito ci sono i psicopompi al servizio di Morthos, che non giudicano nessuno e non accompagnano nessuno: tengono aperta la via.
Chi attraversa da vivo — è successo, ed è raro abbastanza da essere contato — lo fa nello stesso posto e con le stesse regole, tranne che deve uscire.
La telepatia#
Funziona qui. Due menti che si parlano a distanza non si parlano attraverso l'aria: si parlano attraverso l'Astrale, e questo spiega sia la portata sia i limiti.
Spiega anche perché la telepatia sia più facile fra persone che si conoscono: nell'oceano bisogna sapere che cosa si sta cercando.
I divinatori#
Ci pescano, ed è il verbo che usano loro.
Una divinazione non è una visione che arriva: è una discesa deliberata in un posto enorme, alla ricerca di una risposta che potrebbe non essere lì. Chi la pratica non garantisce mai il risultato, e i pochi onesti spiegano che gli errori non sono errori di lettura — sono pesche sbagliate.
Quelli che ci nuotano#
Gli Aei-Khon non ancora manifestati.
Stanno lì, in attesa di un Dominante, e nessuno sa quanti siano.
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