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Narakarasu, la capitale, è una città che sale lungo il fianco di un vulcano spento: distretti sovrapposti collegati da scale interminabili, templi incastonati nella roccia, e il Palazzo Celeste in cima, dove Kwang-Ra riceve emissari e sussurra profezie.
La città dello Shogun#
| Attributo | Valore |
|---|---|
| Popolazione | 600.000 |
| Funzione | capitale shogunale, centro economico |
| Caratteristica | il Castello dello Shogun |
Luoghi Notevoli:
Il Castello di Narakarasu
- residenza dello Shogun
- più grande fortezza di Ippon
- «inespugnabile» (mai testato davvero)
Il quartiere dei mercanti
- centro economico
- borse merci (riso, sake)
- ricchezza enorme
L'altitudine è il ceto#
I distretti non stanno uno accanto all'altro: stanno uno sopra l'altro, e sono collegati da scale.
In una città piana la gerarchia si legge nei quartieri e la si può dissimulare: ci si trasferisce, si compra una casa in una via migliore, si finge. Qui la si legge nella quota, e la quota è un fatto pubblico e permanente — chiunque, da qualunque punto della città, vede esattamente quanto sta in alto ciascun altro.
Ne segue un'organizzazione sociale che gli stranieri trovano brutale e che i narakarasini considerano semplicemente leggibile. Salire non è una metafora. È una cosa che si fa ogni giorno, di persona, con le gambe, e che chiunque ti veda fare sa da dove sei partito.
Il prezzo delle scale#
Seicentomila persone su un fianco di montagna consumano ogni giorno la stessa cosa che consumerebbero in pianura, e ogni singola di quelle cose deve salire.
Riso, acqua, legna, pesce, pietra da costruzione: tutto arriva dal basso e va portato su a mano o a spalla d'animale, distretto per distretto, scala per scala. Il che produce due conseguenze che si vedono in ogni pagina della vita della città.
La prima è che a Narakarasu il facchinaggio è un mestiere vero, organizzato, numeroso e con le sue gerarchie: portare è un'industria, non un lavoretto.
La seconda è che il costo di una merce cresce con la quota. La stessa misura di riso costa di più più in alto la si compra — e siccome più in alto stanno i ricchi, il sistema funziona, ma rende il Palazzo Celeste il posto più caro del mondo conosciuto dove far arrivare una cena.
«Inespugnabile»#
Il catalogo mette la parola fra virgolette e aggiunge che non è mai stata messa davvero alla prova, ed è un'onestà che conviene tenere.
Una fortezza in cima a seicentomila abitanti non si prende d'assalto: si prende per fame, ed è l'unico assedio che una città verticale renda facile. Chiunque controlli la base della montagna controlla tutto ciò che sale, e il Castello dello Shogun è, fra tutti gli edifici di Ippon, quello più lontano dal magazzino.
C'è poi la domanda che a Narakarasu non si fa. Il vulcano è spento, e lo si dice con la sicurezza con cui si dicono le cose che non sono mai state verificate da nessuno: nessuna delle generazioni che hanno costruito quelle scale ne ha visto una eruzione, e questo è tutto ciò che significa.
Le borse merci#
Riso e sake: non metalli, non sete, non armi. Le due merci su cui si contratta a Narakarasu sono un alimento e ciò che se ne ricava.
È il segno di un'economia che non specula sul lusso ma sul raccolto, cioè su una cosa che dipende da una stagione e che tutti devono comprare. La ricchezza enorme del quartiere non viene dall'esotico: viene dal fatto che chiunque nell'arcipelago mangi riso, e che qui si decida quanto costerà.
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