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In mezzo al Grande Oceano, dove non dovrebbe esserci niente, c'è un gruppo di isole. Sono nove, di cui tre abitabili e una sola con acqua, e messe insieme non farebbero una provincia.
Sono anche l'unico scalo fra Asathshara e Narakarasu, il che le rende, in termini commerciali, una delle cose più importanti del mondo.
La neutralità#
Non è un principio: è un contratto, e lo amministra la Mano del Commercio.
Nessuna nazione rivendica le isole, e nessuna ci tiene una guarnigione. In cambio, chiunque arrivi paga lo scalo, non può armare, e accetta che le controversie si risolvano davanti a un arbitro delle isole la cui sentenza è definitiva.
Il sistema regge per una ragione economica semplice: le isole convengono a tutti, e a nessuno converrebbe pagare quello che costa tenerle.
L'acqua#
È il limite di tutto. Una sola isola ha una sorgente, e la portata non basterebbe a una città.
Ne consegue che le Isole Mercanti non possono crescere: la popolazione stabile è di poche migliaia di persone, quasi tutte impiegate nello scalo, e quando una nave si ferma troppo a lungo le viene chiesto di ripartire.
Sulla Via della Seta questo è noto e si mette in conto: ci si ferma tre giorni, si carica l'acqua che le isole concedono, e si riparte.
Che cosa ci si trova#
Magazzini, un cantiere piccolo, un mercato che apre quando arriva qualcuno, e l'arbitro.
Chi ci è stato racconta che di notte, con venti navi all'ancora, l'arcipelago si vede da molto lontano — ed è l'unica luce in tre settimane di mare.
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Nel mondo
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