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La Compagnia del Fardello
K

Città

Kyōmei

Quattrocentomila abitanti, tremila templi e una Città Proibita al centro. È la capitale imperiale di Ippon — e il potere sta nell'altra.

Nazione
Ippon
Popolazione
400.000
Governo
La corte imperiale del Tennō
In questa pagina
  1. Due capitali, e questa non è quella grossa
  2. Il divieto è un fatto, non una cerimonia
  3. Tremila templi
  4. Perché si spia a Gion
Attributo Valore
Popolazione 400.000
Funzione capitale imperiale, centro religioso
Caratteristica la «Città Proibita» al centro

Luoghi Notevoli:

Il Palazzo Imperiale

  • residenza del Tennō
  • vietato ai comuni mortali
  • architettura divina (letteralmente: Kami vi risiedono)

I Templi di Kyōmei

  • 3.000+ templi e santuari
  • centro della Via dei Kami
  • l'Accademia Onmyōdō

Il Quartiere dei Piaceri (Gion)

  • geisha, sake, arte
  • dove i nobili si rilassano
  • spionaggio intenso

Due capitali, e questa non è quella grossa#

Ippon ha due capitali, e conviene metterle una accanto all'altra.

Kyōmei: quattrocentomila abitanti, il Tennō, tremila templi, l'Accademia.

Narakarasu: seicentomila abitanti, lo Shogun, il castello più grande dell'arcipelago, e le borse merci.

Duecentomila persone di differenza non sono un dettaglio demografico: sono la misura di dove sia andata la vita economica di un paese. Kyōmei ha ciò che non si può spostare — la discendenza, i santuari, la legittimità — e Narakarasu ha tutto il resto.

È la ragione per cui a Kyōmei non succede quasi mai niente e ci si decide quasi tutto. Nessuna nomina, nessun trattato e nessuna successione dello Shogunato valgono finché non passano da qui, e nulla di ciò che passa da qui è stato deciso qui.

Il divieto è un fatto, non una cerimonia#

«Vietato ai comuni mortali» è, in mezzo mondo, la formula con cui si dice che una reggia è riservata alla corte.

Qui il catalogo aggiunge una parola che cambia tutto: letteralmente. L'architettura del Palazzo Imperiale è divina nel senso che i Kami vi risiedono.

Il che significa che la Città Proibita non è chiusa per rispetto, per etichetta o per sicurezza del sovrano. È chiusa perché è abitata, e i suoi abitanti non sono uomini. Il Tennō non vive in un palazzo sorvegliato: vive in una casa che condivide.

Ne discende la differenza fra questo divieto e tutti gli altri di Vaskaras. Un divieto cerimoniale si può violare pagando il rischio di essere presi. Qui non c'è nessuno da corrompere all'ingresso, e l'unico modo di sapere che cosa succeda a chi entra è entrare.

Tremila templi#

Sono tanti, ed è un numero che dice come funzioni la Via dei Kami meglio di qualunque trattato.

Una fede con un dio ha una cattedrale. Una fede con otto milioni di presenze ha bisogno di un santuario per ognuna che conti nel quartiere, nel ponte, nel pozzo, nella bottega — e tremila è quello che viene fuori quando una città grande prende sul serio quel principio per secoli.

Vuol dire anche che a Kyōmei il clero non è un ceto separato ma un mestiere diffuso: tremila edifici richiedono migliaia di custodi, e la maggior parte di loro non decide nulla e non è povera.

E in mezzo sta l'Accademia Onmyōdō, che è l'altra cosa: non un santuario ma una scuola, cioè il punto in cui una religione di presenze locali produce specialisti, calendari, divinazione e regole. È la più vicina cosa che Ippon abbia a una Arkanum, ed è dentro il recinto della fede invece che fuori.

Perché si spia a Gion#

Il Quartiere dei Piaceri è dove i nobili si rilassano, e il catalogo annota che lo spionaggio vi è intenso. La ragione non è che i nobili parlino troppo quando bevono, benché sia vero.

È che i nobili di Kyōmei hanno prestigio e non hanno potere. Il potere è a Narakarasu.

Una persona con un titolo, un nome antico, l'accesso alla corte e nessuna decisione da prendere è, per chiunque raccolga informazioni, la fonte perfetta: sa tutto, è invitata ovunque, e non ha niente da perdere che somigli a una carica. Gion non è pericolosa perché ci si ubriaca. È pericolosa perché è l'unico posto dell'arcipelago dove chi sa parla con chi non conta.