In questa pagina
Non sono un popolo. Sono una posizione, e la occupano da entrambi i lati.
I quartieri#
Nelle città di Solastra esiste il quartiere orchesco: Alben Sol ne ha uno, e le altre pure.
Non è un ghetto per decreto — nessuna legge di Solastra dice dove debba abitare un orco — ed è per questo che funziona meglio di un ghetto: si finisce lì perché altrove non si affitta, e nessuno ha dovuto scriverlo.
È il posto dove nascono quasi tutti i mezzorchi del continente, e dove la parola «mezzo» si usa in due sensi opposti nello stesso giorno.
I due rifiuti#
Per gli umani un mezzorco è un orco che parla bene. La corporatura si vede da lontano, i tratti pure, e la cortesia con cui lo si tratta nei quartieri alti è quella che si usa con chi non resterà.
Per gli orchi dell'Orda un mezzorco è sangue annacquato. A Bal-ra-Sur non è un insulto rituale: è una constatazione amministrativa, perché i clan contano per sangue e un mezzo non conta per nessuno.
Non c'è un terzo posto. È la differenza fra i mezzorchi e i Mezzelfi, che almeno hanno due corti disposte a litigarseli.
Le madri#
Quasi sempre è una donna umana che ha scelto un orco, e che ne paga il prezzo per tutta la vita.
Il prezzo non è la violenza: è l'espulsione lenta, fatta di clienti che non tornano, di parenti che smettono di scrivere, di una casa che si trova solo nel quartiere. Quando l'uomo muore — e nei quartieri orcheschi si muore presto, spesso in un vicolo — resta lei, col figlio, dentro una scelta che nessuno le lascia dimenticare.
Molte tagliano via tutto. Non per vergogna: perché il ricordo non serve a mangiare, e perché a un bambino che porta già la faccia sbagliata non si aggiunge un padre da vendicare.
I nomi#
Un mezzorco porta il cognome della madre o non ne porta.
Il nome del clan del padre — la Zanna Rossa, o un altro — è una cosa che qualcuno sa e nessuno dice, e che resta addosso come resta un debito di cui si è perso il creditore.
Nel romanzo#
Non nel senso sentimentale — Harukh non si era mai potuto permettere il lusso. Era cresciuto nel quartiere orchesco di Alben Sol, figlio di una donna umana che aveva scelto un orco e ne aveva pagato il prezzo per tutta la vita, e di un padre che ricordava a pezzi: una mano enorme, tre segni sulla guancia, un nome — Torgh il Rosso — e il clan che quel nome portava. La Zanna Rossa. Il padre era morto in un vicolo quando Harukh aveva sei anni, e la madre non ne aveva parlato mai più. Lo aveva tagliato via con la stessa efficienza con cui gli orchi tagliavano la carne dalle ossa. Harukh non aveva mai chiesto.