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La Compagnia del Fardello
A

Popolo

Aasimar

Detto anche Angelkin

Mortali dal sangue celestiale, avvolti da una tenue aura di luce: attingono sia alla magia divina sia a quella arcana, e nascono da genitori che non hanno niente di celestiale.

Aspetto
Tenue aura di luce
Longevità
Come gli umani
Terre
Tutta Enira
In questa pagina
  1. L'aura
  2. Le due magie
  3. Le chiese

Non sono un popolo nel senso in cui lo sono gli elfi o gli orchi: non hanno terre, non hanno lingua propria, non hanno una storia comune.

Nascono. Da genitori umani, quasi sempre, che non hanno niente di celestiale e che il più delle volte non sapevano che nella loro famiglia ci fosse quel sangue — perché salta generazioni, anche molte.

L'aura#

Tenue, e si vede nella penombra: non abbastanza da illuminare, abbastanza da non passare inosservati.

È la loro condizione sociale più che una caratteristica fisica. Un aasimar non può essere anonimo in nessuna stanza, e questo produce due destini ricorrenti — la carriera religiosa, che se ne serve, e l'isolamento.

Le due magie#

Possono attingere a entrambe: alla magia divina, come i chierici, e a quella arcana, come gli arcanisti.

È una rarità che i teologi hanno impiegato secoli a inquadrare e che ad Arkanum ha prodotto, con Iris Lightweaver, una cattedra che prima non esisteva.

Riconoscono anche il Celestiale senza averlo studiato, il che le chiese citano come prova e gli arcanisti come fenomeno da spiegare.

Le chiese#

Non li ordinano automaticamente e non li venerano, e su questo sono state ferme: un aasimar è un mortale, con le stesse colpe di tutti, e il sangue non è un merito.

La posizione è chiara nei documenti e meno nella pratica.

Dove compare

Nel mondo