Una moneta, e nemmeno grande. Il metallo è consumato al punto che il rilievo si legge con le dita meglio che con gli occhi, e i bordi sono levigati come quelli di un sasso di fiume: è stata portata addosso per molto tempo, e non da una persona sola.
Su una faccia c'è una spirale a sette raggi, che partono dal centro e si allargano verso il bordo. Sull'altra ci sono rune in una lingua pre-Anno Zero.
Di quale zecca#
Di nessuna che qualcuno sappia nominare. Il peso non corrisponde ad alcuno standard monetario documentato, il metallo non è argento né rame né una lega nota, e la spirale non compare in nessun repertorio araldico di Enira.
Gli unici che ci abbiano provato seriamente sono gli studiosi di Arkanum, e la loro conclusione è quella che si scrive quando non si è concluso niente: che non è una moneta, o che se lo è stata lo è stata altrove.
I sette raggi#
L'ipotesi che gira da sempre, e che nessuno ha potuto verificare, accosta i sette raggi ai Sette Sigilli. È un accostamento suggestivo e fragile: di cose che a Vaskaras vanno per sette ce ne sono parecchie, e i Pilastri sono altrettanti.
Chi la sostiene fa notare una cosa sola, ma la fa notare bene: i raggi non sono disposti a raggiera regolare. Sono a distanze diverse.