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Non è un Aei-Khon, e a Ippon la precisazione è importante: gli Aei-Khon nascono dalla devozione o dalla mano dei Tessitori, e questa cosa c'era prima.
Le tradizioni più vecchie la chiamano eco, e la parola va presa come la prendono loro: non un essere creato, ma qualcosa che è rimasto quando i Tessitori hanno fatto ciò che hanno fatto.
Non si mostra#
Mai. In tutta la storia documentata di Ippon non esiste un solo resoconto di manifestazione fisica della Volpe a Nove Code, e le nove code stesse sono una descrizione ricevuta, non vista.
Quello che c'è sono le voci: persone che riferiscono di aver sentito parlare, sempre da vicino, sempre in una stanza in cui erano sole.
Gli oracoli#
Non vengono scelti per merito, per nascita o per sacerdozio. Sono persone qualunque, spesso senza nessuna preparazione, che a un certo punto della vita cominciano a sentire.
Le profezie che riferiscono hanno una caratteristica costante e fastidiosa: sono esatte e incomplete. Dicono una cosa vera e tacciono la parte che la renderebbe utile.
Chi studia la questione a Ippon sostiene che non sia reticenza: che la Volpe dica tutto quello che sa, e che quello che sa sia già così.
Perché il pericolo è «sconosciuto»#
Perché non c'è un solo caso registrato in cui la Volpe abbia fatto del male a qualcuno — e non c'è nemmeno un solo caso in cui qualcuno abbia potuto rifiutare di ascoltarla.
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