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Non c'è un pantheon, non ci sono templi e non c'è una parola per adorare.
Gli orchi di Bal-ra-Sur e delle Steppe ritengono che ogni cosa abbia uno spirito: una montagna, un fiume, un'arma, e anche cose che nelle lingue di Enira non sono cose — la forza, l'astuzia, e la battaglia collettiva, che ha uno spirito proprio distinto da quello dei combattenti.
Si tratta, non si prega#
È la differenza che gli osservatori stranieri impiegano più tempo a cogliere.
Uno spirito, per un orco, non è superiore: è una controparte. Ci si presenta, gli si dice che cosa si vuole fare, e si concorda. Se lo spirito non è d'accordo, la cosa non si fa — non per timore di una punizione, ma perché farla sarebbe scorretto.
Ne consegue che l'animismo orchesco assomiglia più a un diritto che a una religione, e che il suo vocabolario è lo stesso del diritto.
Gli sciamani#
Sono quelli che sanno parlare, e il loro ruolo non è di guidare: è di verbalizzare.
Uno sciamano assiste alle trattative importanti — con gli spiriti e fra clan — e la sua presenza è ciò che rende un accordo valido. Non ha autorità sui capi e non comanda guerrieri.
Perché non ci sono templi#
Perché non c'è niente da custodire. Gli spiriti stanno dove sono le cose, e le cose sono ovunque.