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Il nome è degli altri. Non esiste una parola, in nessuna lingua goblinoide, che indichi l'insieme dei goblinoidi: è un'etichetta comoda che le popolazioni di superficie hanno messo su una quantità di clan diversi, imparentati alla lontana e spesso in guerra fra loro.
Chi ci ha lavorato sopra seriamente avverte che usarla come si userebbe elfi o nani porta fuori strada.
I clan#
Sono l'unità reale. Da qualche decina a qualche centinaio di individui, con una struttura interna rigida, un territorio e una memoria di parentela che risale indietro parecchio.
I clan di superficie — i Goblin delle Fratte e simili — sono piccoli e razziano. Quelli del sottosuolo profondo sono più grandi e più organizzati, e con gli altri popoli del Sottosuolo hanno rapporti regolari.
Al servizio#
È la caratteristica che ricorre in tutte le descrizioni, e che vale la pena di leggere senza disprezzo.
Un clan goblinoide, di fronte a un vicino molto più forte, si mette al suo servizio invece di combatterlo o di andarsene. Chi li guarda da fuori lo chiama servilismo.
Chi li studia osserva che è una strategia: un clan che serve continua a esistere, e i clan goblinoidi esistono da più tempo di parecchi regni umani che hanno preferito combattere.
Con chi#
Con Drow, con signori del Sottosuolo, e — nei casi documentati in superficie — con chiunque sia disposto a garantire il territorio.