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La Compagnia del Fardello
LS

Personaggio non giocante · La corte di Asathshara

Lady Syralith Ombralunga

Il Capo dell'Intelligence

Detto anche Syralith Ombralunga

Elfa drow di quattrocentoquarantacinque anni, fuggita dal Sottosuolo e arrivata alla corte di Asathshara per la sola via che le era aperta: rendersi indispensabile.

Titolo
Capo dell'Intelligence di Asathshara
Razza
Elfa (drow convertita)
Età
445 anni (550 AE)
Affiliazione
Corte di Therion Ianmenor
In questa pagina
  1. Quattrocentoquarantacinque anni
  2. Come si arriva a quel posto
  3. Il re la usa

Ad Asathshara gli elfi del Sottosuolo non sono elfi. È una posizione teologica prima che politica, e per questo non si discute: i drow sono ciò che gli Argentifoglie chiamano il ramo reciso, e un ramo reciso non torna all'albero.

La sola eccezione prevista dalla tradizione è la conversione, che non è un rito religioso ma una procedura: il drow rinuncia al nome della casa, giura sull'albero e vive tre secoli sotto osservazione. Nei registri della corte, al 550 AE, le conversioni completate sono quattro.

Lady Syralith Ombralunga è una di quelle.

Quattrocentoquarantacinque anni#

Pelle viola scuro, occhi d'argento, e l'abitudine di stare in piedi dove la luce non arriva — un riflesso del Sottosuolo che non ha mai perso e che a corte, dove tutto è teatro, le è tornato utile.

Il titolo di Lady le è stato concesso tardi e a malincuore. Ad Asathshara i titoli seguono la casa, e lei la casa l'ha rinunciata per poter restare: è l'unica nobile della corte il cui rango non derivi da un albero genealogico ma da un decreto.

Come si arriva a quel posto#

Non per fiducia. Una corte che ti considera un ramo reciso non ti dà l'intelligence per stima.

Te la dà perché sei utile, e sei utile perché sai fare due cose che nessun elfo di superficie sa fare: conosci il Sottosuolo, e conosci il modo in cui una persona vive quando la sua presenza è tollerata. Il primo è un vantaggio tecnico. Il secondo è il mestiere stesso.

Il re la usa#

Therion Ianmenor non lo ha mai nascosto, e ad Asathshara lo si dice apertamente: il re la usa. Lei non lo ha mai smentito.

Chi conosce le corti fa notare che la frase, per come è costruita, ha due soggetti possibili, e che nessuno alla corte di Asathshara si è mai preso la briga di controllare quale dei due sia il verbo principale.

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