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La Compagnia del Fardello
EI

Personaggio non giocante · La corte di Asathshara

Eldrin Ianmenor

Il Re Avvelenato

✝ morto nel 418 AE Detto anche Re Eldrin

Re di Asathshara dal 350 al 418 AE: sessantotto anni di regno tranquillo, un figlio mezzelfo riconosciuto e un fratello minore che gli versò nel calice le Lacrime di Mezzanotte.

Titolo
Re di Asathshara (350-418 AE)
Razza
Elfo
Affiliazione
Casa Ianmenor
In questa pagina
  1. Il figlio
  2. Le Lacrime di Mezzanotte
  3. La memoria

Sessantotto anni di regno, e le cronache di Asathshara ci dedicano poche pagine. È il complimento più grande che una corte elfica sappia fare: sotto Eldrin Ianmenor non successe quasi nulla.

Nessuna guerra, nessuna carestia, nessuno scisma. Gli alberi della capitale furono ampliati di due sale e di un ponte, e la casa reale finanziò il rilievo delle radici meridionali che si usa ancora oggi.

Il figlio#

L'unica cosa che fece e che la corte non gli perdonò fu riconoscere suo figlio.

Asterion è mezzelfo, e ad Asathshara — dove il sangue non è una questione di orgoglio ma di diritto sugli alberi — un erede mezzelfo non è uno scandalo: è un precedente. Riconosciuto lui, il criterio smette di essere il sangue e diventa la volontà del re, e tutto quello che ne discende va riscritto.

Eldrin lo riconobbe comunque, e ne fece l'erede. Non risulta che abbia mai spiegato la decisione a un consiglio.

Le Lacrime di Mezzanotte#

Morì nel 418 AE. Il veleno si chiama Lacrime di Mezzanotte e non è di fattura elfica: veniva da fuori, e questo, nella ricostruzione che si è fatta strada solo molto più tardi, è il dettaglio che pesa di più.

A versarlo fu suo fratello minore, Therion, che salì al trono accusando il nipote di indegnità e lo mandò in esilio sotto un cognome che non era il suo.

La memoria#

Ad Asathshara il ritratto di Eldrin è ancora al suo posto, perché toglierlo avrebbe richiesto una spiegazione. La corte ne parla come di un buon re di cui è morto presto — dove presto, per un elfo che ha regnato sessantotto anni, è già un modo di non dire come.

Nella stessa cerchia

La corte di Asathshara →

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