In questa pagina
Nei registri portuali di Enira non c'è. In quelli della Gilda dei Navigatori nemmeno, e la Gilda registra anche i relitti.
Quello che c'è sono i resoconti: una trentina, sparsi su due secoli, provenienti da equipaggi che non si conoscevano e che dicono tutti la stessa cosa.
Non arriva#
È il verbo su cui insistono tutte le testimonianze, ed è il motivo per cui la Marea Spettrale non viene classificata come una nave ma come un avvistamento.
Non si vede avvicinarsi. Non c'è una vela all'orizzonte che diventi più grande. C'è il mare vuoto, e poi c'è una nave a mezzo miglio — e quelli che erano di guardia giurano di aver guardato in quella direzione un momento prima.
Le vele#
Scure sempre, con qualunque luce, e descritte in un modo che ricorre identico in resoconti indipendenti: non sono nere, assorbono. Una vela nera, controsole, si vede in trasparenza ai bordi. Queste no.
La bandiera è nera e non porta insegna.
Che cosa fa#
Quasi niente, ed è la parte che rende la storia difficile da liquidare.
Non abborda, non spara, non insegue. Compare, resta in vista per un tempo che i resoconti stimano fra i dieci minuti e l'ora, e poi non c'è più. Nessun naufragio le è mai stato attribuito.
Le testimonianze si dividono soltanto su una cosa: se a bordo ci sia qualcuno. Chi dice di sì non ha mai saputo dire quanti.
Una o molte#
L'ipotesi economica — che sia una nave sola, molto vecchia e molto ben tenuta, e che il resto lo faccia la paura — regge fino a un certo punto.
Non regge sul fatto che gli avvistamenti siano distribuiti su due secoli e su tre mari diversi, e che la descrizione non cambi mai. Le navi, in due secoli, cambiano.