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I diari della spedizione Borrell, alla voce Le Rovine, dicono tre cose: pilastri di materiale sconosciuto — non pietra, non metallo —, iscrizioni in una lingua che non corrisponde a nulla di conosciuto, e «una sensazione di essere osservato, sempre».
Tutte e tre sono vere. La prima è anche mal detta.
Non sono pilastri#
Sono vertebre.
Stanno in fila, una sull'altra, e arrivano più in alto di quanto una spedizione a piedi riesca a guardare. Non sono pietra e non sono metallo perché sono osso, e il motivo per cui nessuno l'ha capito è che a quella scala l'osso non somiglia più all'osso.
Di che cosa fossero la spina dorsale, non è stabilito.
La porta#
Dove due file si incontrano, si passa. È l'unico punto delle Rovine che abbia una direzione: davanti e dietro, dentro e fuori.
Le iscrizioni corrono lungo le vertebre e non si traducono con nessuna chiave conosciuta — il che ad Arkanum è stato letto come prova di una lingua perduta. È una lettura ottimista: una lingua perduta ha dei parenti.
I Nodi#
Attorno alla Porta ci sono strutture minori, più basse, che le spedizioni hanno chiamato Nodi. Stanno alle vertebre come i gangli stanno alla spina.
Accanto ai Nodi si trovano oggetti ovali, grandi come un uomo accucciato, che sembrano fossili. Non sono fossili: sono uova, e vedi quella voce per il resto.
La sensazione#
«Una sensazione di essere osservato, sempre.»
I diari la registrano fra le anomalie, accanto alla gravità che cambia e alle mappe che non corrispondono. Dopo aver capito che cosa sono le Rovine, smette di essere un'anomalia e diventa un'osservazione corretta.
Dove compare
Nel mondo
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