Sol-Rom è cresciuta fuori dalle sue mura tre volte, e tre volte le mura sono state rifatte più larghe. Quelle che si vedono oggi sono le terze, e hanno circa quattrocento anni.
Basalto nero, dieci metri d'altezza, torri di guardia a intervalli regolari e fondamenta che scendono nel terreno per quanto la cinta si alza. Le porte meridionali sono in ferro rinforzato, con cardini che richiedono quattro uomini per essere ingrassati.
Il camminamento#
Una scala interna di pietra porta alle postazioni, e il camminamento gira per tutta la circonferenza. Non è un luogo militare soltanto: per consuetudine la guardia lascia salire i cittadini nelle sere d'estate, e dal tratto sud si vede la piana fino alle colline.
Dietro quel tratto stanno il quartiere dei tessitori e la via dei mercanti, che alle mura devono la loro esistenza: il dazio si paga alla porta, e chi vende si mette dove il dazio è appena stato pagato.
A che cosa sono servite#
A quasi niente, in termini militari. Nei quattrocento anni della terza cinta Solastra non ha mai avuto un nemico capace di arrivare alla capitale, e l'unica volta che qualcuno ci è arrivato le mura non hanno cambiato nulla.
Sono servite a un'altra cosa, e la corona lo sapeva: a essere viste. Una città chiusa da dieci metri di basalto nero comunica, a chi arriva dalla piana, una proposizione sull'ordine del mondo — e quella proposizione ha retto più a lungo della pietra.