Sol-Rom è stata ricostruita sopra se stessa tre volte, e ogni volta ha lasciato sotto quello che c'era.
Lo strato superiore è la fogna vera, di quattro secoli fa: gallerie regolari, in muratura, che scaricano nel fiume. Sotto c'è la rete precedente, più stretta e in pietra a secco. Sotto ancora ci sono cisterne e cripte murate che nessun catasto della città ha mai registrato, e che sono più vecchie di Sol-Rom.
Nessuna pianta#
Non esiste, e non per negligenza.
Rilevare quei livelli richiederebbe di aprire tratti murati, e ogni volta che è stato fatto — è successo quattro volte in duecento anni, tutte per lavori di fognatura — la commissione incaricata ha raccomandato di richiudere.
Le relazioni sono agli atti e sono laconiche. Due parlano di instabilità del terreno. Una parla d'altro.
Chi ci va#
Chi ci deve andare. Gli operai delle fogne, che conoscono il loro tratto e non escono di lì. E, in certi periodi della storia della città, chi non poteva stare sopra.
I tunnel del secondo strato collegano quartieri che in superficie sono separati da porte, dazi e posti di guardia — ed è una proprietà che nessun governo di Sol-Rom è mai riuscito a eliminare, perché per eliminarla bisognerebbe prima sapere dove passano.