Sono cinquemila, ed è il numero più alto dei tre bracci della Chiesa di El-Shaddai.
Vale la pena guardare i tre insieme: cinquemila monaci che ricordano, duemila cavalieri che combattono, duecento inquisitori che indagano. I numeri scendono mentre sale il potere di decidere, ed è l'ordinamento di una chiesa che crede nella memoria e si fida della gerarchia.
Che cosa custodiscono#
I luoghi sacri e i testi.
Sono la memoria vivente della Chiesa, il che in pratica significa che se una cosa è successa, è stata scritta, e qualcuno l'ha conservata, quel qualcuno è del Velo Bianco. Delle origini di El-Shaddai, della Prima Era, dei rituali che nessuno celebra più, non esiste altra fonte.
Parlano poco e lentamente, e chi va a chiedere deve portare pazienza. Non è ritrosia: è che una risposta data in fretta, in un ordine la cui unica funzione è non sbagliare, vale meno di nessuna risposta.
La Tomba#
Custodiscono la Tomba di El-Shaddai, e la sua posizione è uno dei segreti meglio tenuti di Enira.
Ne discendono due cose che l'ordine non commenta.
La prima è che un dio ha una tomba, e che la Chiesa lo sa. Non è un'eresia e non è un mistero teologico irrisolto: è un'informazione amministrativa, custodita da un ordine che si occupa di custodia.
La seconda è che qualcuno, cinquemila persone, sa dov'è. Un segreto tenuto da cinquemila persone per secoli non si tiene con la disciplina: si tiene perché quasi nessuno di loro lo sa davvero, e perché quelli che lo sanno sono stati scelti per essere gente che parla poco e lentamente.
Dove compare
Nel mondo
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