In questa pagina
| Attributo | Valore |
|---|---|
| Popolazione | 40.000 |
| Posizione | entroterra, Foreste di Vombrosa |
| Status | neutrale (si tiene fuori dalla politica) |
| Economia | legname, caccia, erbe |
Il Cuore Verde: centro della città, albero antico (500 anni)
I Druidi: presenza significativa, tengono la città fuori dai conflitti
Rifugio: molti nobili si sono nascosti qui
Una città di boscaioli piena di druidi#
Le due righe più importanti della scheda sembrano non avere niente a che fare l'una con l'altra, e invece sono la stessa riga.
L'economia è il legname: quarantamila persone che vivono tagliando alberi. E i druidi hanno «presenza significativa», cioè il clero di Thessara, il cui dogma dice non prendere senza restituire e il cui quarto punto nega che l'umanità sia padrona della natura.
Da fuori sembra una contraddizione che dovrebbe essere esplosa da secoli. Da dentro è un accordo, ed è il più solido di Enira: i druidi di Castellaverde non si oppongono al taglio. Lo autorizzano.
Non è un cavillo. È la differenza fra un divieto, che una città di quarantamila boscaioli aggirerebbe in una stagione, e una licenza — che stabilisce quali alberi, quanti, quando, e che cosa si pianta in cambio. Chi taglia senza il segno di un Custode del Bosco non viene punito dalla città: non trova nessuno che gli compri il carico, perché il legname di Castellaverde vale quello che vale proprio perché porta quel segno.
La neutralità ha un prezzo, e lo incassano loro#
Lo status dice «si tiene fuori dalla politica», e in mezzo alle guerre di Enira è una posizione che nessuna città di quarantamila abitanti può mantenere da sola.
La mantengono i druidi, e la mantengono perché possono: sono l'unico corpo di Enira che non abbia edifici da assediare, gerarchie da comprare né un pulpito da cui scomunicarli, e ogni esercito che marci attraverso quelle foreste ha bisogno di legname, di erbe e di gente che sappia dove passare.
La neutralità di Castellaverde non è quindi una virtù della città: è un servizio che i druidi erogano, e che la città paga accettando la licenza sul taglio. Le due cose sono lo stesso contratto letto dai due lati.
I nobili nascosti#
«Molti nobili si sono nascosti qui» è la conseguenza commerciale di tutto il resto.
Un nobile che deve sparire ha bisogno di un posto che non appartenga a nessuna delle parti, che non abbia una guarnigione da corrompere e che non tenga registri consultabili. Castellaverde è tutte e tre le cose, e non per generosità: chi ci arriva con dell'oro trova una città con un'economia agricola e boschiva, cioè con poco da vendere a chi paga molto — tranne il silenzio.
Ne segue che dietro l'aria di città di frontiera tranquilla, Castellaverde è probabilmente l'archivio umano meglio fornito di Vombrosa: gente che sa chi è arrivato, quando, e da che cosa stesse scappando.
Il Cuore Verde#
Al centro di una città che vive di alberi abbattuti c'è un albero di cinquecento anni che non si tocca.
È il pegno dell'accordo, ed è messo dove tutti lo vedono ogni giorno. Finché sta in piedi, la licenza vale: è la prova che la città prende e restituisce, e che i druidi hanno qualcosa di concreto da difendere dentro le mura e non solo fuori.
Cinquecento anni, peraltro, non sono molti per un albero antico. Vuol dire che il Cuore Verde è stato piantato — che qualcuno, cinque secoli fa, ha deciso che ci volesse un albero lì in mezzo.