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Non è un culto oscuro. È la religione ufficiale di Regula, e il modo giusto di leggerla non è teologico: è notarile.
Il dogma#
Quattro punti, e si tengono insieme come si tiene insieme un codice.
I contratti sono sacri. Non «vanno rispettati»: sono sacri, cioè stanno sopra chi li firma e sopra chi li fa rispettare.
Il potere è la virtù suprema. Non il bene, non la giustizia: la capacità di ottenere. In un ordinamento dove il contratto è sacro, il potere è semplicemente la misura di che cosa si è riusciti a far firmare.
L'ordine deve prevalere — e la Via aggiunge, senza imbarazzo, anche l'ordine infernale. È la clausola che scandalizza Solastra e che a Regula si considera onestà: un ordine cattivo è pur sempre un ordine, e il disordine non è un'alternativa, è una mancanza.
La debolezza merita sfruttamento. È il punto che rende la Via una religione e non un codice civile: non dice che il debole verrà sfruttato, dice che lo merita.
Il clero#
Tre gradi, e sono una carriera.
I Contrattisti stanno in basso: redigono. Sono i più numerosi, e ogni villaggio di Regula ne ha uno, come altrove si ha un notaio.
Gli Advocati stanno in mezzo: interpretano, e in una religione del contratto l'interpretazione è il potere vero.
I Sigillatori stanno in alto: sigillano, e ciò che un Sigillatore ha chiuso non si riapre per via ordinaria.
Vestono di rosso e nero.
I due sacramenti#
Perché di fatto sono due.
Il matrimonio è un contratto, e come tale ha clausole, durata, penali e — questa è la parte che fuori da Regula non si crede — recesso.
Il funerale è una riscossione. Non un commiato: un atto di esazione, in cui si verifica che cosa fosse stato impegnato e si raccoglie.
È il motivo per cui a Regula ai funerali non piange quasi nessuno. Ci si va come si va a un'udienza, e la famiglia porta le carte.
Divinità · 1
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