Degli gnoll, in Enira, si sa quello che se ne sa di tutti i popoli che stanno oltre un confine e non mandano ambasciatori: che vivono a est, che cacciano in branco e che sono feroci.
Le prime due cose sono vere. La terza è un giudizio, e conviene sapere di chi.
Il branco#
Non è una famiglia e non è una tribù: è l'unità di tutto. Venti o trenta individui, parentela mescolata, nessuna proprietà separata e nessuna gerarchia formale al di fuori della caccia, dove invece è rigidissima e dura quanto la caccia.
Un gnoll che perde il branco non ne trova un altro. Le terre dell'est sono grandi e i branchi non si accolgono fra loro; chi resta fuori vive quanto vive un cacciatore solo.
La caccia#
È l'attività attorno a cui il resto si organizza, e non nel senso della sussistenza soltanto. Le divisioni del tempo, i nomi, i ruoli e la maggior parte delle parole dello gnollico si riferiscono a fasi della caccia, comprese quelle che descrivono rapporti fra persone.
Chi li ha osservati da vicino — pochi — riferisce che quello che da fuori sembra ferocia, da dentro è coordinazione: un branco che insegue non emette versi a caso.
La magia#
Non è proibita. È assente.
Fra gli gnoll non esistono incantatori arcani, non esiste una parola per dirlo e non esiste una tradizione di insegnamento. Quando qualcuno manifesta quella capacità, il branco non lo uccide: lo allontana.
È una distinzione che gli osservatori umani hanno spesso frainteso, leggendola come clemenza. Nelle terre dell'est non lo è: un gnoll senza branco è un gnoll a cui è stato tolto tutto tranne il tempo.