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Rosso cupo, con una venatura più scura che nella pietra tagliata continua per tutta la lunghezza. Pesa poco per quanto è duro.
Che cosa sia lo dice una formula dell'Inferno stesso, e va presa per quello che è — una frase dei diavoli, non un dato: sangue pietrificato dei Titani caduti nella Guerra dell'Alba, quando l'Inferno stesso era stato forgiato nel fuoco della creazione.
A che cosa serve#
A tutto ciò che laggiù dev'essere costruito per durare. Strutture, armi, vincoli materiali, e — secondo i pochi che ne hanno scritto con cognizione — i supporti fisici dei contratti d'anima.
È la ragione per cui non si estrae in piccola quantità. L'Inferno non ha bisogno di una vena preziosa: ha bisogno di tonnellate, ogni ciclo, senza interruzione.
Le Gallerie#
Da questo discende tutto il resto, compreso ciò che succede a Dis Secunda.
Una produzione di quella scala richiede braccia, e l'Inferno non paga braccia: le acquisisce. Le Gallerie numerate del Secondo Cerchio sono organizzate attorno a una quota, e la quota è di inferite.
Fuori#
Non se ne trova. Nessuna miniera di Enira, di Afureka o delle terre lontane ne ha mai prodotto un frammento, e i campioni arrivati sul Piano Materiale si contano.
Vale moltissimo e quasi nessuno lo compra, perché comprarlo significa che qualcuno lo ha portato fuori.