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Verdi, luminescenti, della misura di un pugno. Stanno nelle nicchie dell'Archivio delle Ere di Aeonium, a intervalli regolari, e fanno luce.
Perché in un archivio#
Perché un archivio ha un problema che nessun altro edificio ha: tutto ciò che lo illumina lo consuma.
Una fiamma scurisce la carta e la secca. Una lampada a olio deposita. La luce del sole, che pure sarebbe gratis, scolorisce l'inchiostro in un paio di generazioni.
I cronoliti non fanno nessuna di queste cose. Non scaldano, non emettono nulla che si depositi, e la loro luce — è l'osservazione che gli archivisti di Aeonium riportano come una proprietà verificata — non fa invecchiare quello che illumina.
Il verde#
È il colore delle cose di Aeonium, e chi ha avuto occasione di confrontarle sostiene che sia sempre lo stesso verde: quello dei cronoliti, quello della sabbia di certi strumenti, quello di certa luce che laggiù si associa al tempo.
Se sia una coincidenza estetica o un'indicazione sulla natura del materiale, non c'è nessuno, da questa parte, in grado di stabilirlo.
Fuori dall'Impero#
Non ne esistono. Nessun campione è mai arrivato a Enira, e tutto ciò che se ne sa viene da descrizioni.