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Le navi della Compagnia Arcana non hanno nomi di donne, di santi o di virtù: hanno numeri, e il numero è il tempo che impiegano.
La Nona Giornata fa Arkanum–Castellona in nove giorni. Un mercantile di linea, sulla stessa rotta e con lo stesso carico, ne impiega quindici.
Perché conta#
Perché i componenti arcani deperiscono, e deperiscono in funzione del tempo di viaggio.
In quindici giorni metà di un carico magico non vale più niente. In nove arriva. È tutta qui la ragione per cui la Compagnia si fa pagare la metà in più dei noli correnti e nessuno cambia fornitore.
Che cosa la rende diversa#
Non la linea dello scafo, che è quella di un mercantile normale, e non la velatura.
Sotto la linea di galleggiamento la chiglia porta incantamenti permanenti, rifatti in cantiere a ogni carenaggio — ogni due anni, e sono due settimane in cui la nave non naviga e una squadra di incantatori lavora a secco.
È la voce di spesa che spiega perché le navi della Compagnia siano cinquanta e non cento: non mancano i capitali, mancano gli incantatori.
A bordo#
L'equipaggio è ordinario e non sa nulla di magia. Il carico, invece, viaggia con un perito della Compagnia che non risponde al capitano e che ha l'unica chiave della stiva di poppa.
Sulle navi della Compagnia Arcana questa figura si chiama il secondo registro, e non è un complimento.