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La Compagnia del Fardello
M

Nave

La Manomorta

Detto anche Manomorta

La nave pirata di Garza il Mancino: tre alberi, vele rattoppate e uno scafo coperto di cicatrici. Naufragò nel Canale di Ventrasca, e non per una tempesta.

Classe
Corsara a tre alberi
Armatore
Garza il Mancino
Capitano
Garza il Mancino
Porto
Nessuno dichiarato
Stato
perduta nel 521 AE
In questa pagina
  1. Come si tiene in mare una corsara
  2. Tredici anni
  3. L'equipaggio

Tre alberi, scafo di media misura, e addosso trent'anni di riparazioni fatte dove capitava. Rattoppi improvvisati, segni di cannonate, e sul fianco una bruciatura lunga mezzo scafo che nessuno ha mai coperto.

Le vele erano rattoppate quanto il resto. Malgrado tutto questo, la Manomorta galleggiava solida e andava veloce — e chi se ne intende dice che è la descrizione di una nave tenuta bene, non di una nave malandata.

Come si tiene in mare una corsara#

Non si tiene in cantiere, perché in cantiere bisogna dichiarare a chi appartiene lo scafo.

Una nave come questa si ripara in rada, con quello che si ha: legname di recupero, pece comprata in tre porti diversi, vele cucite a bordo. Ne viene fuori un mosaico, e il mosaico è la cosa che i registri portuali usano per riconoscerla — la Manomorta si identificava a vista, da lontano, e questo per una nave pirata è un difetto grave.

Garza la teneva lo stesso.

Tredici anni#

Tanti ne aveva passati su quella nave quando lo presero, e non fu la nave a tradirlo.

L'isola-prigione non la smantellò: non ne valeva la pena. Restò all'ancora in un'insenatura dietro il promontorio, protetta dai venti e dalla vista, con le cime che si sfilacciavano e nessuno a bordo.

L'equipaggio#

Venti marinai e dieci soldati, all'ultima partenza. Una parte erano uomini che seguivano Garza da tredici anni; il resto erano prigionieri, e non avevano mai messo piede su un ponte.

Che la nave abbia navigato lo stesso è, di tutta la sua storia, la cosa che i marinai raccontano con più rispetto.

Dove compare

Nel mondo