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Tre alberi, scafo di media misura, e addosso trent'anni di riparazioni fatte dove capitava. Rattoppi improvvisati, segni di cannonate, e sul fianco una bruciatura lunga mezzo scafo che nessuno ha mai coperto.
Le vele erano rattoppate quanto il resto. Malgrado tutto questo, la Manomorta galleggiava solida e andava veloce — e chi se ne intende dice che è la descrizione di una nave tenuta bene, non di una nave malandata.
Come si tiene in mare una corsara#
Non si tiene in cantiere, perché in cantiere bisogna dichiarare a chi appartiene lo scafo.
Una nave come questa si ripara in rada, con quello che si ha: legname di recupero, pece comprata in tre porti diversi, vele cucite a bordo. Ne viene fuori un mosaico, e il mosaico è la cosa che i registri portuali usano per riconoscerla — la Manomorta si identificava a vista, da lontano, e questo per una nave pirata è un difetto grave.
Garza la teneva lo stesso.
Tredici anni#
Tanti ne aveva passati su quella nave quando lo presero, e non fu la nave a tradirlo.
L'isola-prigione non la smantellò: non ne valeva la pena. Restò all'ancora in un'insenatura dietro il promontorio, protetta dai venti e dalla vista, con le cime che si sfilacciavano e nessuno a bordo.
L'equipaggio#
Venti marinai e dieci soldati, all'ultima partenza. Una parte erano uomini che seguivano Garza da tredici anni; il resto erano prigionieri, e non avevano mai messo piede su un ponte.
Che la nave abbia navigato lo stesso è, di tutta la sua storia, la cosa che i marinai raccontano con più rispetto.
Dove compare
Nel mondo
- Garza il Mancino · Personaggio
- Nàive · Personaggio
- Virgilius sol Venitas · Personaggio