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Sta sulla strada del Passo, a due giornate da Karak-Dun, e lo si vede da lontano perché è l'unica cosa costruita in mezzo a una palude.
Chi ce l'ha messo aveva un motivo: la strada passa di lì, i pellegrini sono tanti, e un santuario dove la gente è già costretta a fermarsi è un santuario che si mantiene da sé.
Gli scavi#
Le fondamenta di una chiesa su terreno molle vanno affondate, e sono state affondate parecchio.
A una certa profondità gli scavi hanno trovato un vuoto, e nel vuoto qualcosa che dormiva da un tempo che nessuno ha stimato. Le carte del cantiere lo registrano come cavità con depositi organici, e la campagna di scavo risulta conclusa regolarmente.
Che cosa si vede oggi#
Un santuario che funziona.
I pellegrini vengono accolti, i pasti sono abbondanti, l'abate riceve chiunque lo chieda, e la regola della casa è rispettata con una puntualità che negli ordini più severi di Solastra non si vede da un secolo.
Non ci sono risse, non ci sono furti, non ci sono discussioni. Nessuno alza mai la voce, e nessuno resta indietro.
Che cosa non si vede#
Che nessuno lì dentro decide più niente da sé.
L'infestazione non uccide e non sfigura in fretta: sostituisce la volontà, e lascia in piedi tutto il resto — il mestiere, i modi, la fede recitata alla lettera. È il motivo per cui il santuario è più ordinato di prima: una comunità in cui nessuno vuole niente per conto proprio non ha conflitti.
Prende anche gli animali. I cani della casa, i buoi, e quello che entra dalla palude.
I pellegrini#
Arrivano, si fermano una notte, e ripartono.
Alcuni ripartono davvero.
Dove compare
Nel mondo
- Alveare · Popolo