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Tremilasettecentosettantasei metri, cono quasi perfetto, e per buona parte dell'anno la cima innevata. Si vede da mezzo arcipelago, ed è la prima cosa che chi arriva a Ippon dal mare riconosce.
Dorme da abbastanza tempo perché sulle sue pendici si coltivi.
Sacro a tutti#
È la caratteristica che i teologi di Ippon considerano notevole: il Monte Tenjin non appartiene a nessun kami.
Ogni altro luogo sacro dell'arcipelago è di qualcuno — Hikariten, Getsurei, Arashigami, Minorigami — con il suo clero, il suo calendario e le sue competenze. Il Tenjin no: i santuari sulle sue pendici sono di culti diversi, e nessuno di essi rivendica la montagna.
La formula che si usa è che la montagna sia sacra ai kami, non a un kami. Che cosa significhi esattamente, nessuna scuola lo ha mai chiarito.
La salita#
Una volta nella vita, se si può. Si parte di notte per arrivare in vetta all'alba, e la salita non è tecnica: è lunga.
Non è un obbligo religioso. È una cosa che si fa, e chi non l'ha fatta lo dice con un certo imbarazzo.
Il registro#
Il santuario di mezza costa tiene, da oltre seicento anni, un registro delle attività della montagna: fumarole, scosse, odore dell'aria.
Non è mai stato interrotto, ed è la serie di osservazioni continua più lunga di Vaskaras.
Dove compare
Nel mondo
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