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Il nome inganna. Varco fa pensare a un passaggio, e un passaggio ha due lati, una soglia e qualcuno che decide chi passa. Questo non è un passaggio: è uno strappo, e la differenza non è retorica.
Una porta si apre e si chiude. Uno strappo si allarga.
Interdetto#
L'aggettivo è una formula giuridica, non una descrizione. Deriva dal linguaggio degli editti: un luogo interdetto è un luogo in cui è vietato entrare, e il divieto presuppone che qualcuno abbia l'autorità di porlo.
Chi abbia interdetto il Varco, e quando, non risulta da nessun atto conservato. La formula però c'è, ed è antica: qualcuno, a un certo punto, ha trattato la cosa come un problema di polizia.
Il confronto con Narn#
È il paragone che fanno tutti gli studiosi che se ne occupano, e serve a capire perché il Varco Interdetto sia un problema diverso.
Il Varco di Narn era una frattura nella Tessitura e fu chiuso: qualcosa si pose fra il mondo e il nulla, e il nulla non passò. Fu un evento, ebbe una data e si concluse.
Il Varco Interdetto non è una frattura della Tessitura che qualcosa tenta di attraversare. È il punto in cui una prigione cede, e la prigione contiene qualcosa che è stato messo lì apposta.
Non si chiude, quindi, allo stesso modo. Un confine posto fra due lati serve quando il pericolo viene da fuori. Qui il problema è al di qua.
A est#
L'Eikonomachia lo colloca a est di Sol-Rom, e non dà altro. È l'unica indicazione geografica esistente, e gli studiosi che hanno provato a precisarla concordano su una cosa sola: che il testo, in quel punto, non stia descrivendo un luogo.