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Il nome è un equivoco. Non è il siero di Pannush nel senso che lo abbia fatto lui o che serva a lui: è il siero trovato presso Pannush, e i cataloghi hanno registrato il nome di chi lo aveva perché era l'unica cosa che sapessero.
L'oggetto#
Una fiala piccola, vetro scuro, tappo a smeriglio. Dentro, un liquido denso che si muove con la lentezza dell'olio e che alla luce di una candela luccica di sfumature che non appartengono a nessuno spettro naturale — un'osservazione che compare identica in due relazioni indipendenti, il che è raro.
I diciassette minuti#
Il liquido pulsa. Non si agita: si contrae e si riespande, una volta sola, e poi sta fermo.
L'intervallo è stato misurato ed è costante: circa diciassette minuti. È un dato che ha fatto discutere più di ogni altro, perché diciassette minuti non corrispondono a niente. Non a un battito, non a una fase, non a una divisione del giorno in uso da qualche parte.
Chi ha provato a spiegarlo ha proposto che la misura non sia nostra.
Il vetro scuro#
Le fiale da veleno sono di vetro scuro per proteggere il contenuto dalla luce. Questa lo è per una ragione diversa, secondo l'unico speziale che l'ha esaminata e messo per iscritto: il vetro è scuro nella massa, non in superficie, e uno spessore simile non serve a schermare la luce.
Serve a non far vedere dentro.